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Villa Gallia

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Villa Gallia
La famiglia Gallia è citata in documenti dal 1269 in poi; l'estimo del 1439 ricorda in Cernobbio quattro ceppi familiari con questo cognome; da uno di essi derivò la stirpe di Tolomeo, vescovo e cardinale, che lasciò alla città di Como la fondazione del collegio Gallio.
Il nipote, Marco, studioso, bibliofilo, umanista, ammiratore del Giovio, come costui, volle costruirsi ai margini della città una villa estiva. Nel 1615 acquistò i resti malandati del Museo Gioviano e vi eresse una nuova, ampia e splendida dimora.
Avviatosi alla carriera ecclesiastica, per qualche anno risiedette a Roma con lo zio cardinale; dopo la morte di costui, nel 1667, tornò a Como, dove rimase per il resto della vita.


Dai discendenti di Marco il bell'edificio passò in varie mani: ai Bossi Fossani, ai Bellotti e ad altri, e decadde progressivamente, finché nel 1874 lo acquistò il barone Sabino Leonino, che pose mano ad un organico restauro. Rifece l'attico e costruì darsena e scuderie.
Nel 1901 la proprietà fu ceduta ai Crespi, che ultimarono i restauri, comperarono un tratto di terreno a monte, un tempo già della proprietà, e lo fecero ricomporre a giardino, per cura di Lodovico Pogliaghi.
Attualmente appartiene all'Amministrazione Provinciale di Como.
La villa, a tre piani, ha due facciate simili; l'una guarda il lago - da cui la divide uno spiazzo con aiuole e una lunga balaustrata -, l'altra è volta alla collinetta retrostante ed al giardino.


In ognuna delle fronti si apre un portico a tre arcate, con colonne binate, che immette nel salone centrale, vasto ed altissimo, che occupa il piano terreno e il primo piano, e riceve luce da due ordine di finestre. Conserva la sontuosa decorazione pittorica originaria: le pareti sono scandite da un ordine di fitte colonne scanalate, dipinte da Isidoro Bianchi; nelle riquadrature ci sono affreschi di soggetto mitologico, dipinti dal Morazzone, fra il 1615 e il 1618, e passaggi attribuiti al Bianchi. Il soffitto è a lacunari lignei con rosoni intagliati, il pavimento è di marmi policromi

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