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Villa Melzi

Argomenti trattati > Como città e territorio > Le ville

Villa Melzi
La villa fu commissionata da Francesco Melzi d'Eril, duca di Lodi, nominato da Napoleone vicepresidente della Repubblica Italiana dopo la vittoria riportata, nel 1797, nella prima campagna d'Italia.
Il progetto della villa è di Giocondo Albertolli, famoso architetto dell'epoca, che curò anche la realizzazione della cappella che contiene le tombe della famiglia Melzi. La villa fu impostata con semplici e severe linee neoclassiche, scandite dal ritmo regolare delle finestre e dei cornicioni, senza altre decorazioni. Alla sobrietà dell'esterno facevano contrasto le preziose decorazioni dei saloni interni: è all'interno dell'edificio che si delinea più maestosamente l'opera di Albertolli, più decoratore che architetto.


L'edificio era la residenza estiva dei Melzi, che ospitarono personaggi famosi come l'imperatore d'Austria Ferdinando, il principe Metternich e l'imperatrice russa Maria Feodorowna.
Oggi la villa, di proprietà privata, viene messa a disposizione per incontri e convegni.
Per abbracciare in un colpo d'occhio lo splendido edificio ed il parco, conviene osservarli dal lago.
Sullo sfondo di una imponente, vastissima vegetazione, spicca la candida mole del palazzo che si riflette nelle acque; un sistema di scale mette in comunicazione l'imbarcadero con la vasta terrazza che sta davanti all'edificio, formata con terre di riporto e muraglioni.
La villa è impostata con semplici e severe linee neoclassiche, di perfetta armonia e misura, scandita dal ritmo regolare delle finestre e dai cornicioni ma senza altre decorazioni. In essa si aprono archi che permettono la vista del lago.
Alla sobrietà dell'esterno corrisponde la misurata ma preziosa cadenza decorativa dell'interno, ove si susseguono sale e saloni ornati di affreschi, di quadri, di preziosi arredi.
Al primo piano, accanto alla galleria delle statue è notevole l'ornato della volta del salone d'onore, affrescata dal Bossi, classicamente fredda ma perfetta sul disegno; le pareti sono invece decorate a stucco bianco su schemi dati dall'Albertolli.
Veri e propri capolavori ornano la villa: ritratti, decorazioni a tema mitologico dell'Appiani e del Bossi. Sono pure decorate con affreschi e stucchi la sala da pranzo e quella del Bigliardo, per opera di Alessandro Sanquirico. Le tinte tenui e garbate (bianco, avorio, verde chiaro, rosa pallido) risolvono in armonia la varietà degli ambienti.


L'arredamento, tutto coevo, completa in modo perfetto la fisionomia del monumento.
Oltre alla villa merita particolare attenzione il parco, uno dei più belli d'Italia. Questo fu progettato dagli architetti Villoresi e Canonica e concluso, insieme alla villa, tra il 1808 e il 1810. È un tipico esempio di giardino neoclassico, caratterizzato dal terrazzo antistante la villa, dai busti e dalle statue poste nelle aiuole e lungo la balconata a monte della costruzione e dal lungo viale di platani che costeggia la riva del lago.

Il giardino è ricco di azalee e rododendri giganti che circondano il laghetto in stile giapponese, chiamato "piccolo lago delle ninfe". Intorno a questo lago si possono ammirare preziose opere d'arte, come la grotta artificiale che conserva al suo ingresso un'urna cineraria ornata dalla testa di una Medusa, risalente al III secolo a.C., e due terme romane in tufo e un tronco di colonna etrusca con bassorilievi e iscrizioni. Altre opere importanti sono le due statue egiziane, bottino di guerra della campagna napoleonica in Egitto. Una di queste rappresenta un dignitario della corte di Ramsete II e risale al 1230 circa a.C.; l'altra, ancora più antica, impersona la dea della guerra con una testa di leone.



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