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Villa Olmo

Argomenti trattati > Como città e territorio > Le ville

Villa Olmo
Il tratto di costa ove ora sorge il monumentale edificio era fin dall'età romana un bel bosco di olmi, che fu caro a Plinio il giovane ed al suo amico, il poeta Caninio Rufo, il quale vi avrebbe costruito una villa.Sui resti dell’edificio fu eretto nel 1136 il chiostro degli Umiliati, chiamato S.Maria di Vico.

Nel 1618 vi si insediò l’ordine dei minimi di S.Francesco di Paola, e verso il 1660 subentrarono gli Osservanti; in tale periodo l’olmo che dà nome al luogo era gigantesco e secolare.
Le proprietà del convento comprendevano una casa d'affitto, detta appunto "L'Olmo", un'altra per il massaro e varie ortaglie.


Villa Olmo deve il suo nome a un magnifico olmo più che centenario, oggi non più esistente. Di stile neoclassico, venne fatta edificare dal marchese Innocenzo Odescalchi, la cui famiglia aveva dato i natali a Papa Innocenzo XI (1676-1689). La costruzione della villa iniziò nel 1782 e venne ultimata nel 1797. Direttore ai lavori fu Simone Cantoni, insigne architetto ticinese, che elaborò il progetto originale stilato dal suo coetaneo Innocenzo Regazzoni. Con Cantoni collaborarono Domenico, Carlo, Luca e Giuseppe Pozzi e lo scultore Francesco Carabelli. Poco dopo il termine dei lavori iniziò la serie di visite storiche. Fra gli ospiti illustri da segnalare, Napoleone Bonaparte nel 1797 e Ugo Foscolo nel 1808. Nel 1824, con la morte di Innocenzo Odescalchi, la villa passò alla famiglia Raimondi, che si incaricò di sistemare il piazzale antistante il fabbricato. Ancora una volta la villa fu testimone di altre storiche visite e incontri: nel 1835 la regina delle due Sicilie e la regina di Sardegna furono ospiti dei Raimondi. Successivamente fu la volta degli imperatori d'Austria Francesco Ferdinando I e Maria Carolina, quindi del principe di Metternich, del maresciallo Radetzsky e di Giuseppe Garibaldi.




Quest'ultimo fu protagonista di una discussa storia d'amore con Giuseppina Raimondi, che si concluse con un matrimonio subito interrotto con gravi accuse reciproche. Il passaggio di Garibaldi a Villa Olmo è segnato da un piccolo medaglione su un caminetto di uno dei salotti al piano terreno. Nel 1883 gli eredi del marchese Raimondi vendettero la villa al duca Guido Visconti di Modrone, che decise di effettuare un intervento di restauro e di miglioramento anche all'interno del fabbricato.
Sotto la guida dell'architetto Emilio Allemagna furono abbattuti le scuderie e il portico che si protendevano verso il lago, sistemato l'accesso e nel 1883 venne costruito il teatrino. Lo scalone acquistò maggior pregio perché fu sfondato il soffitto dell'atrio, che risultò così coronato da una duplice balconata, e si migliorarono, con decorazioni e stucchi, tutti i locali al primo piano della villa. Nel 1924 la villa passò dai Visconti di Modrone al Comune di Como. Ebbe così inizio il quarto periodo della sua esistenza, tutto sotto il segno della scienza e dell'arte. Nel 1927 la villa ospitò l'Esposizione Internazionale, nel primo centenario della morte di Alessandro Volta e in seguito, numerose manifestazioni locali, congressi, convegni, simposi, spettacoli. Dal 1982 essa ospita il Centro di Cultura Scientifica "Alessandro Volta", che vi tiene le sue manifestazioni internazionali.


Gli interni di Villa Olmo:




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