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Villa Passalacqua

Argomenti trattati > Como città e territorio > Le ville

Villa Passalacqua
Per la sua felice ubicazione, Moltrasio possiede molte ville; la più famosa è Villa Passalacqua, progettata da Felice Soave, fratello del più noto architetto Francesco. Il suo nome deriva dal nome della famiglia che ha edificato la villa e che ne è stata proprietaria fino ad ottant'anni fa. Della famiglia Passalacqua esiste ancora una cappella funeraria accanto alla chiesa di Sant'Agata.
La villa sorge sopra un rilievo del terreno e domina le due insenature del lago: da un lato guarda verso Como e dall'altro verso Nesso.
Un primo corpo dell'edificio, costruito dagli Odescalchi, fu ceduto al conte Andrea Passalacqua, che lo ampliò e lo portò alle forme attuali.
Le sue stanze un tempo ospitavano pregevoli raccolte d’arte, tra cui opere del Luini e dell’Appiani.
Il vasto edificio ha tre piani, con una bella scala di accesso, porte di bronzo sontuosamente lavorate, ampie sale, scalone monumentale, con volta ribassata retta da colonne.


Il personaggio più noto del casato, fu Lucini Passalacqua. Dopo una vita magnifica e dispendiosa, egli si ritirò a Moltrasio, ove concentrò i ricordi dei suoi viaggi, le opere d'arte più care, la ricchissima biblioteca.
Vincenzo Bellini, amico del conte, trascorse vari periodi a Moltrasio e prediligeva la villa Passalacqua per la sua vicinanza con la casa di Giuditta Pasta, e proprio a Moltrasio ideò per lei "La Sonnambula".
È dotata di un ampio parco, fontane e rare varietà arboree, il vasto giardino è a ripiani che digradano al lago, con file di cipressi e di altri alberi.
Le maestose terrazze del parco sono state costruite sopra smisurate volte e su muraglioni.
Seguendo le balze della montagna e correggendole con contrafforti, con scavi, con riporti di terreno, si sono ricavati spiazzi molto suggestivi, collegati fra loro mediante scale di pietra, con statue e grandi vasi; ogni ripiano era sistemato ad aiuole regolari, all'italiana, con vasche, fontane, zampilli; qua e là balconate, chioschi e belvederi si aprono sugli splendori del lago.
La vegetazione era rigogliosa: grandi piante secolari si alternavano alla tipica macchia lacustre, attualmente infatti il giardino è in uno stato di manomissione discutibile, a causa di manomissioni che ne hanno alterata l'originaria opulenza.
Secondo una consuetudine del periodo romantico, presso la villa fu costruito un sepolcreto di famiglia, su disegno dell'architetto Terzaghi.
Recentemente è stata acquistata da un possidente inglese, ed ospita il festival belliniano.

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