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Villa Pizzo

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Villa Pizzo
Chi naviga sul lago di Como fra Cernobbio e Moltrasio, scorge, all'estremità del promontorio che ne divide i bacini, un gruppetto di caseggiati, i quali, con l'ombroso parco, formano il complesso denominato Villa Pizzo.
Nel 1435 Giovanni Mugiasca acquistò il vasto terreno ricco di vigneti ed uliveti, che si estendeva dalla riva del lago fin sopra il colle, dove il declivio si addolcisce ed è tagliato dalla strada Regina.


Il Mugiasca non costruì una villa ma una casa di campagna, ove sostare durante le visite alla proprietà. Era una costruzione sobria che nel secolo XVIII venne ampliata e arricchita come dimostrano i caratteri architettonici e gli affreschi di pregevole fattura che ornanano i saloni. Nel 1630 i Mugiasca a causa della peste fuggirono da Como al Pizzo, dove ospitarono numerosi concittadini di tutti i ceti, ai quali in cambio dell'ospitalità chiesero di concorrere alla bonifica del terreno, sistemando la collina a scaglioni.
Così, finita la pestilenza i proprietari approfittarono di tali miglioramenti per sviluppare le coltivazioni degli agrumi e riformarono il vecchio giardino, ampliandolo e trasformandolo in parco.
Esso si estende ancor oggi dal cosiddetto Ceppo, cioè dalla scogliera che scende a picco nel lago verso Villa d'Este, fino in territorio di Moltrasio.


Gli altri edifici che costituiscono Villa Pizzo sono da attribuirsi agli ultimi Muggiasca.
Tutto l'insieme appartenne per ben quattrocento anni, ai Mugiasca, sino all'ultimo erede, il conte Gian Battista Mugiasca. Alla sua morte, non avendo discendenti, il patrimonio Mugiasca passò all'Ospedale di Como, i cui amministratori pensarono ben presto di disfarsene, poiché non soltanto il lascito era improduttivo, ma richiedeva spese enormi di manutenzione e di custodia, mentre era difficile conferirgli una destinazione di interesse pratico.


La villa venne dunque acquistata dall'arciduca Raineri d'Asburgo, vicerè del Lombardo-Veneto, che nel 1820 aveva sposato, a Praga, Maria Elisabetta Savoia di Carignano, sorella di Carlo Alberto. Oggi è di proprietà Volpi-Bassani.
La famiglia Volpi-Bassani ha cercato di non alterare l'impronta che i secoli hanno lasciato.
Hanno apportato dei miglioramenti , sempre con pieno rispetto dell'antico impianto, agli edifici ed al parco. E' opera loro la grande darsena con la sovrastante terrazza e anche la portineria vicino al grande cancello che si apre sulla strada Regina.

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