Villa Roccabruna - A.G.D. Como Onlus - Associazione di aiuto ai giovani diabetici -





Vai ai contenuti

Villa Roccabruna

Argomenti trattati > Como città e territorio > Le ville

Villa Roccabruna
Giuditta Pasta aveva passato l'infanzia e parte della giovinezza a Como; nel 1811 si era trasferita a Milano. Amò sempre Como, e quando potè disporre di una certa ricchezza, volle avere una villa con parco sul lago. Acquistò, quindi, la Roda, una casa che era stata di madama Ribier, e la fece ricostruire, fra il 1827 e il 1829, a cura dello zio architetto Ferranti.
Il nuovo edificio di, di belle linee neoclassiche, aveva sulla fronte verso il lago un portico, con loggiato superiore, di elegante impianto.
Nel parco esistevano due case minori, per gli ospiti, collegate mediante viali. Nel 1904 la villa fu demolita e si costruì la Roccabruna dei Wild, industriali torinesi, su progetto dell'architetto Carlo Formenti. Quella che oggi è chiamata Residenza Pasta non è altro che una delle due depandance rimasta intatta.


Lo stile dell'edificio è ispirato al Quattrocento; sono state applicate, però, tecniche innovative per la costruzione del grande tetto piano a terrazza.
Si è poi dedicata grande attenzione ai materiali utilizzati per le pareti: intonaci affrescati e graffiti tra le pietre naturali, serizzo e sarnico per i rivestimenti, sienite e granito per gli elementi architettonici.
Notevoli le pareti interne che sono state affrescate da quel Beltrame che fu il più celebre illustratore delle copertine della “Domenica del Corriere”.
Il giardino in forte pendenza fu poi riprogettato dall'architetto Rode di Torino.


Ultimo aggiornamento:
Torna ai contenuti