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Villa Vigoni

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Villa Vigoni

Enrico Mylius (1769-1854), imprenditore e banchiere tedesco, arriva da Francoforte a Milano alla fine del XVIII secolo per rappresentare gli interessi della ditta di famiglia; messosi in proprio nel 1811, raggiunge uno straordinario benessere economico.

Mecenate, benefattore e collezionista d'arte, fu una delle figure di rilievo nella Milano del primo Ottocento. Dopo la morte del Mylius la villa giunge in eredità alla nuora Luigia Vitali che in seconde nozze sposa Ignazio Vigoni; tra la loro prole Giulio diventerà senatore del Regno e Giuseppe sarà famoso esploratore e sindaco di Milano. Il figlio di quest'ultimo, don Ignazio Vigoni jr., donerà alla Repubblica Federale Tedesca le proprietà.


Nel 1829 Mylius acquista sulle alture di Menaggio una villa che amplia e abbellisce nel corso degli anni per ospitare le sue ricche collezioni di dipinti, statue e preziosi arredi. Si viene a formare così una casa museo che grazie alla cura dei discendenti, i Vigoni, si è conservata intatta fino ai giorni nostri. Contribuiscono a creare una suggestiva atmosfera non solo i grandi ritratti di famiglia e il raffinato mobilio ma anche tutta una serie di oggetti d'uso, dagli orologi alle posate, dalla biancheria ai giochi per bambini. Tutto ricorda l'Ottocento.


Un vasto parco all'inglese progettato e realizzato da Giuseppe Balzaretto, circonda la villa, offrendo una cornice naturalistica e ambientale di rara bellezza: orchidee, alberi secolari, punti panoramici, essenze esotiche costituiscono un patrimonio unico.

Animano i sentieri gruppi di statue; un tempietto neoclassico con opere di Thorvaldsen e Marchesi sorge su una collinetta a ricordo di Giulio, unico figlio di Enrico Mylius.

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