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50 Associazioni dicono no alla Regione Lombardia

Argomenti trattati > Fatti e misfatti
Dalle associazioni lombarde delle persone con diabete 20 no all’ipotesi di gara di evidenza pubblica, per la fornitura dei materiali per l’autocontrollo della glicemia a domicilio
ottobre 16, 2014 
Sono 20 le ragioni spiegate in un dettagliato documento, che è stato presentato al Presidente alla Giunta e a tutti i consiglieri della Regione Lombardia questa mattina a Milano – Individuare, come previsto dal Patto per la Salute, nuove forme alternative alla gara per la definizione di una tariffa di riferimento correlata alle diverse tipologie di strumenti, da quelli più semplici a quelli tecnologicamente avanzati, e definire una tariffa di riferimento che garantisca accuratezza analitica e clinica, appropriatezza e continuità terapeutica, personalizzazione ed effettivo risparmio per il Servizio Sanitario Regionale: queste le proposte e le richieste al Governatore, Roberto Maroni, e al Vicepresidente e Assessore alla sanità, Mario Mantovani.

Milano, 16 ottobre 2014 – Sono oltre 50 le associazioni di tutela dei diritti delle persone con diabete della Lombardia, in rappresentanza di 550mila persone con diabete, che hanno firmato il documento con il quale si chiede un passo indietro a Regione Lombardia, rispetto all’idea di bandire una gara pubblica per l’acquisto degli strumenti, delle strisce e dei pungidito per l’autocontrollo domiciliare della glicemia, praticato da oltre 350mila cittadini lombardi colpiti dalla malattia.
“L’autocontrollo glicemico e l’educazione terapeutica sono aspetti terapeutici essenziali per il raggiungimento di un buon compenso delle persone diabetiche, per garantire profili glicemici più stabili. È l’unico modo per riconoscere le terribili e potenzialmente fatali ipoglicemie e ridurre il rischio di iperglicemie post prandiali, così da assicurare agli adulti una buona qualità di vita e, in età infanto-giovanile, anche un normale accrescimento e sviluppo puberale. Questo atto terapeutico è finalizzato a prevenire, rallentare o bloccare le complicanze d’organo, ridurre il peso della cronicità, migliorare la qualità di vita dal punto di vista fisico, psichico e sociale, ridurre i ricoveri ospedalieri e gli accessi al Pronto soccorso e nel contempo garantire la sostenibilità economica della diagnosi e cura della malattia diabetica da parte del Sistema Sanitario Regionale.” Sono queste le parole con le quali inizia una lunga e dettagliata analisi delle 20 ragioni “antropologiche, cliniche, amministrative, economiche” per le quali le associazioni di persone con diabete della Lombardia “esprimono contrarietà al ricorso alla gara di evidenza pubblica”.
Ma quali sono, in estrema sintesi, queste ragioni?
La misurazione della glicemia è un atto terapeutico, parte integrante della cura del diabete, è utile e necessario a far sì che l’insulina e i farmaci per combattere la malattia lo facciano nel migliore e più efficace dei modi. Il rapporto che bambini, adolescenti, adulti, anziani, donne in gravidanza, ognuno con la propria malattia, diversa a seconda di ogni individuo, hanno con lo strumento per misurare la glicemia – chiamato glucometro – che il diabetologo ha consigliato, va al di là di un mero rapporto uomo-macchina. Ogni strumento è diverso, tecnicamente e per modalità di funzionamento: non tutte le persone con diabete hanno l’attitudine e le conoscenze tecnologiche adeguate per utilizzare in modo appropriato i diversi strumenti e per sostituirli forzatamente ogni 3 o 4 anni, a seconda del dispositivo che si aggiudica la gara.
Esiste un rischio clinico connesso al cambio dello strumento di misurazione della glicemia – lo documentano gli studi clinici e lo affermano le Società scientifiche della diabetologia – in quanto questo potrebbe facilmente causare un aumento di errori soprattutto fra gli anziani, che sono la stragrande maggioranza delle persone con diabete. Se la persona non sa usare correttamente lo strumento, e quindi sbaglia a misurare la glicemia, dovrà ricorrere più di prima alla consulenza del medico, con un aggravio di peso sulle risorse del sistema sanitario. Per gli anziani, soli o assistiti, comunque non molto abili all’uso di tecnologie o portati al cambiamento, la sostituzione può generare rifiuto e abbandono dell’autocontrollo, con aggravamento della malattia, aumento del ricorso a cure mediche, Pronto soccorso e ricoveri: ulteriori costi per la comunità.
Per un corretto autocontrollo glicemico è importante l’educazione terapeutica e una fase di addestramento all’uso del nuovo strumento;questo comporta tempi e costi in funzione della complessità del glucometro e delle capacità di recepire le istruzioni della persona con diabete. Al risparmio derivante dalla gara deve essere decurtato questo costo, che costituisce la conditio sine qua non per un uso corretto e appropriato.
Non ultimo, nel tempo di durata della gara potrebbero essere messi in commercio nuovi strumenti più validi e affidabili, tecnologicamente avanzati e migliorativi e le persone con diabete della Lombardia si vedrebbero preclusa questa innovazione.
Infine, anche l’applicazione della Direttiva Europea sugli appalti pubblici, e il conseguente ricorso alle gare di evidenza pubblica – ragione principale invocata dalle Autorità di governo -, vede applicazioni diverse a seconda dei Paesi Europei. Francia, Germania e Gran Bretagna, per esempio, non ricorrono alla gara per l’approvvigionamento degli strumenti per l’autocontrollo della glicemia a domicilio.
Il documento, firmato dai presidenti e coordinatori delle oltre 50 associazioni di persone con diabete della Lombardia è stato inviato al Presidente alla Giunta e a tutti i consiglieri della Regione. Contiene non solo “no” ma anche proposte: l’individuazione, come previsto dal Patto per la Salute, di nuove forme alternative alla gara e tese alla definizione di una tariffa di riferimento correlata alle diverse tipologie di strumenti, da quelli più semplici a quelli tecnologicamente avanzati; la definizione di una tariffa di riferimento che garantisca accuratezza analitica e clinica, appropriatezza e continuità terapeutica, personalizzazione ed effettivo risparmio per il Servizio Sanitario Regionale.

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