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Le innovazioni della ricerca

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Diabete: le innovazioni della ricerca e le attuali terapie. Intervista al diabetologo Gabriele Riccardi
Napoli 24/06/2013

È stato pubblicato sulla rivista Diabetes l’articolo dell’equipe di scienziati del Diabetes Research Institute (DRI) del San Raffaele di Milano che hanno ricostruito, per la prima volta al mondo, parte delle funzioni del pancreas nel midollo osseo di pazienti affetti dal diabete di tipo 3c che colpisce i pazienti ai quali viene asportato chirurgicamente il pancreas e che perdono, quindi, le funzioni svolte dall’organo. La funzionalità più importante del pancreas è la regolazione del metabolismo degli zuccheri che dipende dalla produzione di ormoni come l’insulina e il glucagone. Lo studio, condotto su 4 pazienti, è stato realizzato grazie al via libera del Centro nazionale trapianti e al supporto di programmi di ricerca della Comunità Europeae delMiur. Per saperne di più sullo studio, sulle più innovative tecnologie per la gestione e la cura del diabete e sulle attuali strategie terapeutiche, Area Comunicazione ha rivolto alcune domande a Gabriele Riccardi, responsabile della Diabetologia afferente al DAI di Medicina Clinica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli.
Professore Riccardi, i risultati dello studio quali nuove prospettive offrono ai pazienti affetti da diabete?
Lo studio offre la prospettiva concreta, ma non immediata, di utilizzare le proprie cellule staminali come “scudo” delle insule trapiantate, per evitare il rigetto. La ricerca ha evidenziato, infatti, che le insule trapiantate in un tessuto ricco di cellule staminali hanno conservato la loro capacità di produrre insulina, per un periodo più lungo di quello fino ad ora osservato con trapianti realizzati in qualsiasi altra sede dell’organismo”.
Di recente si è molto discusso del glycolaser, un piccolo apparecchio che sarà in grado di leggere la glicemia attraverso un laser, senza effettuare alcuna puntura. Ma quali sono i tempi per la sua reale utilizzazione?
Al momento, non è possibile prevedere i tempi di commercializzazione del glycolaser. Per essere immesso sul mercato, l’apparecchio deve essere in grado di misurare con precisione i valori della glicemia, per consentire al paziente e al medico di decidere la più opportuna terapia. Ad oggi, non è stato possibile eliminare del tutto l’interferenza di fattori confondenti ed assicurare un’ottimale riproducibilità delle misurazioni. Ma ritengo siano problemi superabili nel tempo”.
Nuove tecnologie e strategie terapeutiche. Quali progressi, nel prossimo futuro, è possibile attendersi per la cura del diabete?
Tra gli strumenti che nei prossimi cinque- dieci anni sarà possibile utilizzare nella pratica clinica c’è il cosiddetto pancreas artificiale. È costituito da un microinfusore, anche detto pompa di insulina, e da un rilevatore in tempo reale della glicemia, composto da un sensore contenuto in una piccola ago-cannula in teflon inserita nel sottocute, in genere sull’addome. I due strumenti sono collegati ad un mini computer che stabilisce la velocità di infusione dell’insulina sulla base di un modello matematico che tiene conto, non solo della glicemia registrata in quell’istante, ma anche del suo andamento nel tempo. Al contrario della terapia convenzionale, che prevede che il paziente si punga più volte al giorno per effettuare la misurazione della glicemia, che serve a decidere la dose più opportuna di insulina, il pancreas artificiale è in grado di misurare la glicemia e somministrare la dose appropriata di insulina, senza l’intervento del paziente e permetterà di prevenire le complicanze, ridurre i rischi di ipoglicemia e migliorare la vita quotidiana delle persone con diabete. Allo stato attuale, i prototipi in sperimentazione riescono a mantenere la glicemia discretamente in buon compenso durante la notte ma non sono completamente affidabili per controllare la glicemia dopo i pasti”.
Dalle prospettive all’attualità. Quali sono oggi, per un paziente diabetico, le opportunità terapeutiche e le tecnologie che rendono più facile la convivenza con questa patologia cronica?
Già oggi è possibile usufruire, separatamente, delle varie tecnologie coinvolte nel funzionamento del pancreas artificiale. Da diversi anni, infatti, sono a disposizione microinfusori tascabili che erogano insulina in maniera continua mediante un piccolo aghetto di plastica inserito sotto la cute dell’addome. La velocità di infusione viene decisa dal paziente sotto la guida del diabetologo. In modalità basale, viene erogata l’insulina necessaria a soddisfare il fabbisogno insulinico indipendente dall’alimentazione, prima del pasto, la dose di insulina viene aumentata sulla base di apposite tabelle che tengono conto della quantità e del tipo di carboidrati che si intende ingerire”.
Presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, si utilizzano i micro infusori tascabili?
Certamente. Presso l’AOU Federico II seguiamo circa 200 pazienti con microinfusore, di cui circa il 30% con sistema integrato microinfusore-sensore per la glicemia. Si tratta di dispositivi per la misurazione continua della glicemia inseriti in un’ago-cannula in teflon che il paziente stesso posiziona nel sottocute e rimuove poi dopo sette giorni. L’utilizzo clinico del monitoraggio continuo della glicemia consente, in modo non invasivo, di sapere in ogni momento come si modificano i valori glicemici e quali sono i possibili comportamenti, legati allo stile di vita o alla terapia, che si associano ai picchi o alle brusche cadute della glicemia, nonché di identificare condizioni potenzialmente pericolose per il paziente, come ad esempio eventuali ipoglicemie notturne e/o non sintomatiche. Naturalmente, occorre selezionare con cura i pazienti nei quali l’utilizzo di queste tecnologie è in grado di assicurare significativi benefici che giustifichino il loro costo inevitabilmente più elevato rispetto alle procedure terapeutiche convenzionali”.

tratto da "Web Magazine dell'Azienda Ospedaliera Universitaria "Federico II"

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