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La neuropatia

Argomenti trattati > Il Diabete > Le complicanze

Neuropatia diabetica

Prima di iniziare a trattare l'argomento, voglio chiarire che quanto scritto in questa pagina, viene riportato unicamente a scopo illustrativo. Infatti, va subito detto che allo stato attuale e con le moderne terapie, le complicazioni qui descritte possono essere sicuramente evitate.

Mi viene spontaneo un esempio. Quando ci si imbarca su un aereo o su una nave, ci vengono offerti dei libretti di istruzione su come comportarsi in caso di naufragio o atterraggio di emergenza: non per questo il messaggio da cogliere è che l'aereo o la nave finiranno con lo schiantarsi al suolo od affondare.

Leggete quindi queste pagine con serenità, con l'unico scopo di meglio comprendere e conoscere il diabete.
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Un po' di storia

Le opere antiche che descrivono il diabete, come ad esempio quella del medico greco-romano Areteo di Cappadocia del'11-mo secolo d.C., non fanno cenno ai sintomi della neuropatia. In tale epoca infatti, l'attenzione era concentrata soprattutto sulla sete incontenibile, sulla grande quantità di urina ed anche sulla rapida morte per consuzione che, purtroppo, caratterizzava il diabete scompensato prima della scoperta dell'insulina.
Anche durante il Medioevo e il Rinascimento il problema della neuropatia diabetica era completamente ignorato.
Nel 1798 il medico scozzese John Rollo, chirurgo capo della Royal Artillery dell'esercito britannico, annotava che un suo paziente diabetico, il capitano Meredith, soffriva di "dolore alla coscia destra" migliorato, a quanto pare, con la cura del diabete che allora si utilizzava, a base cioè di salsiccia e grasso rancido.
Nel 1864 poi il dottor Marchal riconobbe che dolori, formicolii, paralisi alle gambe potevano essere messi in relazione con il diabete.
Sul finire dell'Ottocento e ai primi del Novecento molti clinici che si interessavano di diabete, come il famoso Charlot, cominciarono a parlare di un danno provocato al sistema nervoso dal diabete (polinevrite diabetica) molto simile a quello conseguente all'intossicazione alcolica.
Dopo la scopertina dell'insulina (1921-23), che rese possibile la soprovivenza anche dei diabetici di tipo 1, insulino dipendenti, si cominciò a prendere coscienza delle complicanze di lunga durata del diabete, in particolare di quelle microvascolari e nervose.
I primi importanti studi sulla neuropatia risalgono agli anni '50 e, sempre in quest'epoca, si cominciarono a studiare nei diabetici la mobilità e il tono muscolare, la sensibilità (tattile, termica, dolorifica e vibratoria), i riflessi (patellare, achilleo, plantare e pupilare) e le lesioni del piede.
Si tentarono anche dei trattamenti terapeutici a base soprattutto di complesso vitaminico B e si confermò la reversibilità delle manifestazioni neuropatiche.
Negli anni '70 poi è iniziata la sperimentazione di farmaci che ancora oggi sono impiegati per la cura della neuropatia diabetica.
Nel corso dell'ultimo decennio infine si è assistito alla progressiva evoluzione delle tecniche diagnostiche per una più precisa valutazione del danno a carico dei nervi in corso di diabete.

Cos'è la neuropatia
La neuropatia è un malfunzionamento delle fibre nervose, il cui compito è quello di trasmettere informazioni, sotto forma di impulsi elettrici, tra il cervello e tutti gli organi e tessuti del corpo.
Le fibre nervose si suddividono in:
•sensitive che informano il cervello di tutto quello che avviene in periferia, permettendo in tal modo di avvertire, per esempio, le sensazioni di dolore, di caldo, di freddo.
•motorie che trasmettono gli impulsi dal cervello alla periferia, determinando la contrazione o il rilasciamento dei muscoli: grazie alla loro attività è possibile camminare, stringere la mano, sorridere.
•autonome che controllano le funzioni indipendente dalla nostra volontà quali il battito del cuore, i movimenti intestinali, o le funzioni controllabili solo in parte come, per esempio, lo svuotamento della vescica.

Tutte le fibre nervose sono singolarmente ricoperte da una guaina isolante e, riunendosi in fasci, formano i nervi.
In sostanza, i nervi possono essere paragonati a veri e propri cavi elettrici contenenti innumerevoli fili rappresentati appunto dalle fibre nervose.
Tutti sanno che in un cavo elettrico può capitare un'interruzione del passaggio di elettricità, dovuta per esempio all'alterazione dei fili che lo compongono. La stessa cosa accade nei nostri nervi quando nelle fibre nervose, in conseguenza per esempio di un diabete mal controllato, si verificano delle modificazioni della loro struttura. In sostanza, possono comparire delle alterazioni che riguardano sia la parte conduttrice delle fibre che la loro guaina isolante. Tuto questo definisce "la neuropatia diabetica", una complicanza tardiva del diabete, che il mantenimento di un buon livello glicemico può prevenire ed anche far regredire specie nelle fasi iniziali.
La neuropatia diabetica può coinvolgere i tre diversi tipi di fibre nervose, sensitive, motorie, autonome, sia singolarmente che, più frequentemente, nel loro insieme.

•Neuropatia sensitiva: quando la neuropatia interessa le fibre sensitive si altera il passaggio di alcune informazioni partite dalla periferia e dirette al cervello: secondo il tipo di fibre compromesse si avrà, per esempio, una riduzione o scomparsa della sensibilità al tatto, al dolore al calore in una parte del nostro corpo.
I disturbi più frequenti sono le sensazioni di formicolo e di addormentamento e spesso si ha l'impressione di avere tanti piccoli aghi infissi lungo il corpo, in particolare alle gambe e ai piedi. Altre volte invece si hanno falsi segnali di dolore, anche intenso, provocato ad esempio dal semplice sfioramento del lenzuolo.
In altri casi, quando cioè diminuisce o manca la sensibilità, si ha l'impressione di camminare su una moquette e pertanto non si avverte bene il contatto con il suolo. Di solito, la neuropatia sensitiva, interessa, come già detto, le estrimità inferiori, piedi e gambe, però non è raro che siano coinvolte anche quelle superiori, mani e braccia. E comunque sempre bilaterale.
•Neuropatia motoria: quando la neuropatia colpisce le sole fibre motorie si manifesta la paralisi, più o meno accentuata, del muscolo interessato che, di conseguenza, perderà tono e volume.
La neuropatia motoria isolata, quasi sempre, coinvolge un solo lato del corpo con improvvisa debolezza ai muscoli ad esempio degli occhi, o delle cosce, o delle gambe o delle mani e può portare alla paralisi. Questa forma di neuropatia è molto rara e, di norma, transitoria.

•Neuropatia autonomica: quando la neuropatia danneggia le fibre nervose autonome i sintomi con cui si manifesta sono in stretta relazione con l'organo interessato. La neuropatia autonomica si può manifestare in qualsiasi distretto del nostro organismo.
Ad esempio, nel caso di coinvolgimento delle fibre autonomiche che arrivano al cuore, si possono avere anomalie della regolazione del battito cardiaco o bruschi cali di pressione quando ci si alza in piedi in fretta: così come vi possono essere ridotta o aumentata motilità intestinale per interessamento delle fibre autonome che innervano l'apparato digerente. Inoltre, l'alterazione delle fibre autonome può attenuare o far scomparire i primi segni dell'ipoglicemia rendendone difficile il suo riconoscimento. Con il tempo questo tipo di neuropatia, si attenua spontaneamente, ma spesso i sintomi ricompaiono.

È difficile riconoscere la neuropatia diabetica in quanto i sintomi che provoca sono paragonabili più a delle sensazioni che a veri e propri disturbi e poichè tali sintomi non causano eccessivo fastidio, facilmente sono trascurati o sottovalutati.
In caso di neuropatia sensitiva si possono avvertire crampi, formicolii, dolori alle gambe e può essere naturale attribuire queste sensazioni, ad esempio, alla stanchezza fisica, poiché spesso sono transitori cioè vanno e vengono. Quando poi questo tipo di neuropatia provoca la perdita di sensibilità al dolore le cose diventano ancora più difficili: a nessuno infatti verrà in mente di riferire qualcosa che, in pratica, "non si sente". La stessa condizione di mancata percezione si verifica anche per alcuni sintomi della neuropatia autonomica: per esempio non sudare più ai piedi può essere un sollievo, così come il minor bisogno di urinare non dà fastidio.
In considerazione delle difficoltà che si hanno nel riconoscere la neuropatia diabetica, diventa importante quindi riferire al proprio diabetologo le sensazioni che si avvertono, eventuali cambiamenti nella loro percezione e soprattutto la loro attenuazione o scomparsa. Solo il medico, infatti, potrà valutarle per quello che realmente rappresentano, attraverso esami specifici, e dare gli opportuni consigli. Riconoscere precocemente la neuropatia è molto importante, innanzitutto perchè qualsiasi intervento di cura avrà maggior successo se l'alterazione dei nervi è ancora nella fase iniziale, e poi perchè, in questa fase, è più facile prevenire, con opportuni comportamenti le sue conseguenze.

Conclusioni
Parlare di neuropatia non è certamente facile, anche se si tratta di una complicanza molto diffusa in grado di incidere profondamente sulla qualità di vita del diabetico.
Dal momento che attulmente non esiste una terapia specifica della neuropatia, efficace anche nelle sue fasi più avanzate, assumono un ruolo fondamentale, tanto da rappresentare gli strumenti terapeutici più validi, la prevenzione tramite il controllo metabolico o, quanto meno, la diagnosi precoce.


Tratto da: Telediab.

tratto da http://www.progettodiabete.org

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