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Poste: No è diabetico

Argomenti trattati > Fatti e misfatti

Lui vuole fare il portalettere! Le Poste: «No, è diabetico»
Voleva fare il postino, ma la sua richiesta è stata respinta perché è diabetico. È quanto accaduto a un giovane di Calcinate, Christian Giambrone, di 22 anni, che Poste Italiane non hanno assunto come portalettere appunto perché diabetico.
Diplomato in meccanica, il ventiduenne aveva inviato il proprio curriculum alle Poste per un contratto di tre mesi come portalettere a 1.100 euro al mese.
E aveva anche superato le selezioni iniziali, tanto che avrebbe dovuto iniziare a lavorare il 2 aprile. Ma, a sorpresa, le Poste – come ha riferito lo stesso aspirante postino bergamasco, che ha denunciato il caso tramite l'associazione «Diabete onlus» – gli hanno comunicato di non presentarsi al lavoro perché «non assumiamo diabetici».
Il ragazzo è affetto da «diabete di tipo 1», ma i medici gli hanno detto che può svolgere qualunque lavoro, come del resto fa da tempo. Il suo obiettivo era però quello di fare il postino, anche se a tempo determinato. Dopo le selezioni superate si è però trovato, a suo dire, beffato.
«Non sono un invalido», ha spiegato amareggiato Giambrone. Le Poste hanno invece replicato: «I certificati medici confermano che potrebbe lavorare, ma per la tutela del ragazzo abbiamo creduto opportuno non assumerlo».
Tratto dall' "Eco di Bergamo" del 23/03/2013

Il no delle Poste per il diabete «Schiaffo alla società civile»
Uno «schiaffo alla società civile»: così la Società italiana di diabetologia (Sid) commenta la recente notizia del no all'assunzione alle Poste di un ragazzo di Calcinate. «Lo stigma e il pregiudizio, supportati da una buona dose di ignoranza, hanno ancora la meglio sulla ragione e sulla scienza», rileva la Sid in una nota.
Il presidente della società scientifica, Stefano Del Prato, rileva che l'episodio di Calcinate accade a più di 25 anni dalla pubblicazione della legge 115/87 a tutela della persona con diabete. «Duole e indigna, pertanto, leggere di tali ingiustificate, deprecabili discriminazioni», osserva Del Prato.
«È ormai scientificamente dimostrato - ha aggiunto - che la persona con diabete può, proprio grazie all'insulina e agli altri eventuali farmaci, svolgere qualsiasi attività. Tra le 250.000 persone con diabete di tipo 1 vi sono atleti, scalatori, ciclisti, calciatori professionisti, top manager, senatori e deputati della Repubblica».
Secondo Del Prato «le discriminazioni per lo stato di salute non sono diverse dalle discriminazioni per motivi di sesso, di razza, di lingua, di religione e di opinione politica. Sarebbe opportuno che chi ha preso questa infausta decisione venisse semplicemente rimandato alla lettura della nostra Costituzione che all'art. 3 recita: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"».
La Sid, conclude la nota, esprime quindi «la massima solidarietà al giovane di Calcinate, deprecando tutti gli atteggiamenti discriminatori nel confronto delle persone con diabete indegni di un Paese Civile e evoluto».
Tratto da "L'eco di Bergamo" del 24/03/2013

Mancato postino causa diabete Il caso approda in Parlamento.
Bergamo, 24 marzo 2013 - DOPO la presa di posizione della Società italiana di diabetologia, che ha bollato come «uno schiaffo per tutta la società civile» la vicenda del 22enne di Calcinate aspirante postino che si visto respingere la domanda di assunzione in quanto diabetico, ieri sulla questione è intervenuto anche il parlamentare del Pd Emanuele Fiano. L’onorevole questa mattina presenterà un’interrogazione urgente al ministro Elsa Fornero «per avere dei chiarimenti sul grave episodio accaduto al ragazzo diabetico che si è visto rifiutare l’assunzione cui aveva diritto in ragione della sua patologia». Il daputato ha aggiunto: «Tutta la letteratura scientifica dimostra che i diabetici, proprio in ragione dell’uso di insulina e di vari dispositivi, possono svolgere qualsiasi attività. Lo comprovano la vita e l’impegno di oltre 250 mila italiani in ogni ambito». Fiano scriverà anche all’amministratore delegato di Poste Italiane per chiedere ragione dell’«ingiustificabile discriminazione».

IL CASO del mancato postino diabetico è emerso nei giorni scorsi grazie al diretto interessato, che aveva scritto una lettera. Il 22enne ha già svolto altri lavori in passato e attualmente fa il pony-pizza. Voleva cogliere l’opportunità di 90 giorni di contratto alle Poste per 1.100 euro al mese. Ma a stoppare tutto, com’ha riferito il giovane, è arrivato il rifiuto da parte dell’azienda, che ha motivato la mancata assunzione proprio con la scelta di tutelare il ragazzo.
Tratto da www.quotidiano.net del 28/03/2013

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