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I farmaci

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I farmaci

L'insulina

In una persona non affetta da diabete, l'insulina prodotta dal pancreas viene distribuita durante la giornata secondo un criterio molto semplice: essa viene prodotta ogni qual volta il fisico lo richiede.
In particolare si può dire che essa viene liberata in una quantità definita "basale" (per permettere al fegato di produrre il glucosio utile alle funzioni fisiologiche: cervello, ecc.), ed in una quantità superiore in prossimità dei pasti.
Nei pazienti affetti da diabete mellito si deve cercare di simulare al meglio la secrezione del pancreas, iniettando dall'esterno l'insulina necessaria al fisico. La somministrazione dell'insulina avviene per via sottocutanea, tramite siringa e insuline artificiali simili a quelle umane.

Gli antidiabetici orali

Sono indicati nel diabete di tipo 2 se non si riesce a raggiungere il bilancio metabolico con la sola dieta e l'attività fisica.
Ecco brevemente un elenco dei farmaci classificati in base al principio attivo:

Sulfaniluree

Sostanze anti-batteriche usate per abbassare il livello di glucosio nel sangue. Hanno la proprietà di correggere i due principali difetti responsabili dell'iperglicemia nel diabetico non insulino dipendente, e cioè sia l'alterata funzione beta-cellulare che l'insulino resistenza . In realtà l'azione primaria delle s. consiste nel potenziare la secrezione insulinica, mentre il loro effetto extrapancreatico, che si manifesta con un incremento della insulino sensibilità è verosimilmente secondario alla riduzione dei livelli glicemici più che ad un effetto diretto del farmaco sui tessuti periferici. L'uso delle s. è confinato ai diabetici con una residua funzione beta-cellulare.

Biguanidi

I principali composti di questa classe di farmaci sono la Metformina e la Fenformina (quest'ultima non è in commercio attualmente negli USA). Queste sostanze hanno un potere ipoglicemizzante pari a quello delle sulfaniluree, ma presentano un differente meccanismo di azione, non stimolano la secrezione di insulina, ma agiscono potenziando gli effetti di questo ormone riducendo la produzione di glucosio epatico, potenziano la captazione periferica del glucosio prevalentemente da parte del muscolo e ne riducono l'assorbimento intestinale. Sembra inoltre che la metformina riduca l'insulino resistenza e che sia necessaria la presenza di adeguati livelli circolanti in insulina affinché manifesti i suoi effetti anti-iperglicemici.
Le biguanidi sono da preferire nel diabetico non insulino dipendente obeso o in sovrappeso, sia per la loro debole azione anoressizzante sia perché non producono ipoglicemia sia per la loro proprietà di ridurre l'insulino-resistenza, quasi sempre presente nel paziente obeso.

Acarbose

. Inibitore dell'alfa-glucosidasi , un enzima incaricato alla digestione degli zuccheri nell'intestino. Con la sua azione l'acarbose previene il picco iperglicemico post-prandiale. Somministrato per bocca costituisce un adiuvante dietetico che, accanto ad altre medicine, contribuisce a migliorare il controllo glicemico.

Nuovi farmaci
Repaglinide:è uno stimolatore non sulfonilureico della secrezione insulinica derivato dell'acido benzoico. Assorbimento rapido (picco plasmatico entro 1 ora), come l'eliminazione (4 ore). Ridotti rischi ipoglicemici rispetto ad altri farmaci come la glibenclamide. Si può considerare un regolatore della glicemia prandiale, con minor stimolo della secrezione insulinica lontano dai pasti.
Glitazoni: aumentano la sensibilità periferica all’insulina riducendo l'insulino-resistenza del tessuto adiposo.
Il voglibose è un nuovo inibitore dell'alfa-glucosidasi intestinale simile all'acarbose, ancora in fase di studio



tratto da  http://www.progettodiabete.org

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