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Adolescenti allo sbaraglio

Alcol, discoteca e consumo di droghe leggere: i classici ‘riti di iniziazione’ degli adolescenti.

Alcol, discoteca e consumo di droghe leggere: i classici ‘riti di iniziazione’ degli adolescenti pongono delle sfide al giovane insulino-trattato e a chi lo segue.

Per tutti i genitori, il rapporto con i figli divenuti adolescenti è difficile: la strutturazione di una personalità autonoma passa anche attraverso proteste, manifestazioni di insofferenza o veri e propri scontri verbali nei confronti delle figure dalle quali l’adolescente deve differenziarsi. In questo processo assume molta importanza la dimensione sociale: il ‘gruppo’ con i suoi riti. Negli adolescenti con diabete mellito tipo 1, il rischio è di incorrere - mentre si celebrano questi riti dell’adolescenza - in una crisi ipoglicemica.

Diversi genitori utilizzano lo ‘spettro dell’ ipo’ per proibire o ritardare la partecipazione del figlio a questi riti ed allontanare così ogni rischio. Non si tratta però di una strategia efficace perché mina la sicurezza di sé dell’adolescente, valorizza il comportamento proibito e contribuisce a creare intorno a questo ambito una ‘congiura del silenzio’. Gli adolescenti stendono un velo di ‘omertà’ sulle loro attività serali e i genitori, anche laddove sospettino che qualcosa non funzioni, stanno al gioco.

È importante che queste attività siano riconosciute (il che non significa approvate) dai genitori e dal team medico e quindi inserite nel quadro dell’autocontrollo glicemico. Paradossalmente tocca al genitore fare il primo passo e insieme al medico insegnare degli stratagemmi che possono ridurre il rischio di ipoglicemia.

Perché preoccuparsi solo dell’ipoglicemia quando sappiamo benissimo che il vero rischio sul lungo termine è l’iperglicemia? Semplicemente perchè è assai raro ottenere da un adolescente nello stesso tempo un normale sviluppo psicologico e sociale e un perfetto compenso glicemico. Il team diabetologico (così come i genitori) ha come obiettivo la qualità della vita del paziente. Rispetto a questo valore il compenso glicemico è un mezzo, non un fine.

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