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Medtronic, Apple, IBM, Google, Sanofi: al via nella lotta al diabete.

Argomenti trattati > Glucometri non invasivi
Medtronic, Apple, IBM, Google, Sanofi: al via nella lotta al diabete. Obiettivo lo sviluppo di nuovi sistemi per monitoraggio del glucosio
E’ di pochi giorni fa il lancio della notizia da Parte di Google circa l’impegno per trovare vie nuove nella cura e controllo diagnostico della malattia, infatti sarà il diabete il primo obiettivo di Google Life Sciences, la neonata divisione del colosso informatico dedicata alla salute. L’azienda ha annunciato che collaborerà con la multinazionale francese Sanofi per sviluppare dispositivi in grado di migliorare il monitoraggio e la gestione dei livelli di glucosio dei pazienti.
“La collaborazione – spiega il comunicato congiunto – unirà le competenze di Sanofi nel trattamento e nei dispositivi per la malattia con l’esperienza di Google nell’analisi dei dati, nella miniaturizzazione dei dispositivi e nel design di chip a basso consumo”. L’accordo segue quello già siglato da Google con la compagnia Dexcom specializzata nei dispositivi miniaturizzati per il controllo del glucosio, mentre la compagnia ha già annunciato mesi fa di aver messo a punto una lente a contatto speciale in grado di analizzare i valori in tempo reale. “Le nuove tecnologie – afferma il colosso di Mountain View – possono rendere più semplice per un medico capire quando il glucosio nel sangue del paziente sta diventando alto per diversi giorni in fila, o offrire nuovi metodi per il paziente per ottenere informazioni in tempo reale e regolare la dieta o il dosaggio dell’insulina”.
Ma non finisce qui: secondo fonti ben informate dal Campus MIT, una cordata composta da Apple, Medtronic e IBM avvalendosi di una rete di strutture universitarie USA di eccellenza, con in primis Il MIT – Massachusetts Institute of Tecnology stanno per varare una intesa volta alla realizzazione di sensori glicemici stabili e affidabili, tramite l’impiego della nanotecnologie e calcolo computazionale quantistico, condizioni basilari per poter giungere al più volte evocato pancreas artificiale in corso di sperimentazione  da decenni.
Il mercato diabete tipo 1, secondo le stime delle maggiori agenzie di rating, vale a livello mondiale circa 5 miliardi di euro, una solida e valida ragione per cominciare a far muovere i big dell’informazione tecnologica e biomedicale non solo con gli investimenti ma al tempo dirigendo gli obiettivi su di una malattia che colpisce i piccini con un tasso di crescita in costante aumento.
Resteremo a osservare con sempre maggiore attenzione l’evoluzione che sta prendendo il mercato nel diabete e in vista del meeting dei diabetologi europei – EASD 2015, in programma dal 14 settembre a Stoccolma (SV) vediamo di capire se ufficializzano tali indiscrezioni.

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