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L'ipertensione

Argomenti trattati > Il Diabete > Le complicanze

Ipertensione e complicazioni macrovascolari


Prima di iniziare a trattare l'argomento, voglio chiarire che quanto scritto in questa pagina, viene riportato unicamente a scopo illustrativo. Infatti, va subito detto che allo stato attuale e con le moderne terapie, le complicazioni qui descritte possono essere sicuramente evitate.

Mi viene spontaneo un esempio. Quando ci si imbarca su un aereo o su una nave, ci vengono offerti dei libretti di istruzione su come comportarsi in caso di naufragio o atterraggio di emergenza: non per questo il messaggio da cogliere è che l'aereo o la nave finiranno con lo schiantarsi al suolo od affondare.

Leggete quindi queste pagine con serenità, con l'unico scopo di meglio comprendere e conoscere il diabete.

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L'Ipertensione

L'ipertensione e il diabete mellito sono due malattie che spesso si accompagnano. Entrambi possono causare gravi complicazioni come disturbi cardiaci, infarti, disturbi renali, e danni ai vasi sanguigni delle gambe. Ipertensione e diabete insieme possono aumentare le possibilità di sviluppare questi problemi.
L'ipertensione è spesso collegata a obesità alti livelli di colesterolo, elevati trigliceridi, scarsa attività fisica, una storia familiare di ipertensione e disturbi coronarici, ipertrofia del ventricolo sinistro e fumo. Inoltre, l'ipertensione è molto più comune tra gli uomini che tra le donne ed esacerba alcune complicazioni quali la retinopatia e la nefropatia. L'ipertensione associata al diabete aumenta il livello di rischio di disturbi cardiovascolari, cerebrovascolari e vascolari periferici. Nel diabete tipo 1 (IDDM), l'ipertensione può anche portare a disturbi renali.
I fattori che contribuiscono all'ipertensione sono tutti interattivi. Una sindrome di resistenza all'insulina (sindrome X) è stata descritta come il risultato di vari gradi di intolleranza al glucosio, dislipidemia (importante aumento dei trigliceridi e diminuizione del colesterolo HDL) e ipertensione. La resistenza all'insulina è un comune meccanismo patogenico in questa sequenza, che aumenta notevolmente il rischio di disturbi alle coronarie del cuore.
Alcuni studi mostrano che l'incidenza di infarto al miocardio nei pazienti ad alto rischio può essere ridotto dall'aspirina. I Beta-bloccanti possono essere considerati per i pazienti diabetici che hanno avuto un infarto al miocardio in quanto riducono la mortalità. Ottimi programmi di trattamento sono ora disponibili per tenere sotto controllo diabete e ipertensione. Essi includeranno frequentemente una dieta ideale, medicine e possibilmente insulina.
Una varietà di farmaci può aiutare a normalizzare la pressione del sangue.
Gli ACE inibitori hanno provati effetti nefroprotettivi ma non hanno effetto sui lipidi. Sono generalmente ben tollerati e possono ridurre la microalbuminuria. A dispetto degli effetti collaterali sull'iperkalemia, essi stanno diventando sempre più la miglior scelta farmacologica nel trattamento dell'ipertensione nei pazienti diabetici. A causa del rischio di iperkalemia, devono essere monitorati i livelli di potassio nel sangue.
I calcio-antagonisti possono essere efficaci nel trattamento dell'angina. I beta-bloccanti sono un altro valido metodo per combattere l'angina e l'ipertensione. Sfortunatamente i beta-bloccanti possono aumentare la resistenza all'insulina, possono aumentare i sintomi di ipoglicemia ed hanno effetti sfavorevoli sulla concentrazione dei lipidi. Per queste ragioni i beta-bloccanti non sono raccomandati nella cura dell'ipertensione. Mentre sono adatti per la prevenzione post-infarto al miocardio.
A differnza dei beta-bloccanti, gli alfa-bloccanti non causano resistenza all'insulina mentre riducono il profilo lipidico. Possono verificarsi tachicardia e ipotensione. Gli alfa-bloccanti sono potenzialmente un importante componente del trattamento dell'ipertensione.
I vasodilatatori, come il Minossidile, è largamente usato nelle emergenze ipertensive. Gli effetti collaterali includono tachicardia e ritenzione dei liquidi. Non sono raccomandati nella normale terapia antipertensiva.
Potenti diuretici, come il furosemide, può aumentare significativamente l'ipokalemia.
Inibitori adrenergici e alfa-antagonisti abbassano la pressione del sangue e il ritmo cardiaco; tuttavia hanno numerosi effetti collaterali. Solo l'alfa-metildopa è usato nelle donne gravide col diabete e con pazienti diabetici sotto intervento chirurgico.
Altri farmaci, inclusa l'indapamide e le tiazide a basso dosaggio (12.5 mg/die) sono economici ma possono essere usati in aggiunta ad altre terapie. Un'alta dose di tiazide può aggravare i livelli di glucosio e di lipidi.

Eventi cardiaci

Più del 70% dei pazienti NIDDM sono a rischio di problemi cardiovascolari, cerebrovascolari o vascolari periferici. Allo stesso modo, i disturbi cardiaci coprono più del 75% di tutti i ricoveri in ospedale dei pazienti diabetici.
Le donne affette da diabete corrono un rischio 5 volte superiore di sviluppare disturbi cardiovascolari rispetto a quelle senza diabete. Gli uomini col diabete hanno da due a tre volte più possibilità di incorrere in problemi cardiaci di quelli senza diabete. Le donne diabetiche corrono 5 volte in più il rischio di claudicatio delle donne sane, mentre gli uomini da due a tre volte in più rispetto agli altri. Il rischio di soffrire di infarto aumenta da due a tre volte nei pazienti con diabete. La dieta è la componente chiave di una terapia di prima linea. Un salutare piano alimentare include la riduzione di grassi, di sodio e soddisfando la richiesta di calcio, potassio e altri nutrimenti. E' essenziale che i malati di diabete consultino un dietologo.
L'esercizio fisico è un altro componente della terapia di prima linea. Altri fattori da combattere possono essere il fumo, lo stress e l'obesità.
L'automonitoraggio della glicemia può migliorare il livello di glucosio nel sangue e ridurre le ipoglicemie secondarie. Come mantenere la pressione del sangue sotto i 140/90 mmHg.


tratto da  http://www.progettodiabete.org

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