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Bibite: meglio light o zuccerate

Argomenti trattati > Fatti e misfatti

differenze tra bevande light e zuccherate  
Rischio diabete: bibite light o zuccherate? Meglio le zuccherate!
Le cosiddette bevande light, ossia dolcificate artificialmente, farebbero aumentare di molto il rischio di sviluppare il diabete che non le bibite dolcificate con il normale zucchero

Zuccherate o meno, la parola d’ordine è non abusare.
Se poi vogliamo proprio berci una bibita dolce, la scelta migliore pare dovrebbe ricadere sulle bevande dolcificate con lo zucchero, piuttosto che quelle contenenti dolcificanti artificiali – come aspartame, saccarina, acesulfame K e simili.

Meglio dunque il comune zucchero che non i dolcificanti che troviamo nelle cosiddette bevande “light” che, come il nome vorrebbe far credere, spesso sono considerate più sane e leggere.
Niente di tutto questo, secondo i ricercatori francesi dell’INSERM – l’Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale – che avvertono come il bere bevande light faccia aumentare di molto il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

«Contrariamente al pensiero convenzionale, il rischio di diabete è più alto con le bevande light, rispetto alle normali bevande zuccherate», si legge nel comunicato INSERM.
Comunicato che riporta i risultati di un largo studio condotto su 66mila donne francesi, e pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition.
Le partecipanti allo studio sono state prima interrogate sulle loro abitudini alimentari, poi sono state seguite per 14 anni, monitorando lo stato di salute.
L’intento della ricerca era fare luce sull’impatto sulla salute da parte delle bevande light, poiché di quelle zuccherate già si sapeva che possono aumentare il rischio di diabete.

Il team di scienziati, guidati dai dottori Francoise Clavel-Chapelon e Guy Fagherazzi, ha analizzato la mole di dati raccolta durante i periodo di studio per valutare la prevalenza del diabete tra le donne che avevano bevuto entrambi i tipi di bevanda (zuccherata e dolcificata artificialmente), e coloro che avevano bevuto solo succo di frutta non zuccherato.
I dati hanno così mostrato che, rispetto alle bevitrici di succo di frutta, le donne che bevevano l’uno o l’altro tipo di bibita subivano una maggiore incidenza di diabete.

L’aumento del rischio in generale, per entrambi i tipi di bevande dolci, era di circa un terzo per coloro avevano bevuto fino a 359 ml a settimana, e più del doppio tra coloro che ne bevevano fino a 603 ml a settimana.
Le cose tuttavia cambiavano quando si analizzavano le differenze d’incidenza del diabete tra chi beveva le bibite zuccherate e quelle light. Tra chi beveva “light”, il rischio aumentava del 15% in più, rispetto alle bevitrici di bibite zuccherate, a seguito di un consumo di 500 ml a settimana. Rischio che aumentava addirittura del 59%, se si bevevano fino a 1,5 litri di bevanda light a settimana.
Come ci si aspettava, tra le donne che bevevano solo il succo di frutta al 100%, non vi è stato un aumento del diabete.

Sebbene i risultati siano chiari, i ricercatori specificano che lo studio ha dei limiti: per esempio, le informazioni sul consumo delle bevande non è stato aggiornato nel corso del follow-up, e le abitudini alimentari possono essere cambiate nel corso del tempo. Così non si sentono di escludere che, oltre alle bibite light, vi possano essere altri fattori associabili allo sviluppo del diabete. Ulteriori studi si ritengono necessari per dimostrare un nesso di causalità.

tratto da www.lastampa.it

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