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La sessualità nell'uomo

Argomenti trattati > Il Diabete > La sessualità

Diabete e sessualità nell'uomo
Le pagine che seguono, pur affrontando l'argomento da un punto di vista educativo e in parte medico, trattano temi e situazioni non adatti a persone di età inferiore ai 18 anni. Si sconsiglia quindi la lettura di queste pagine a minori o persone che pensano di sentirsi offese dalla trattazione di tali argomenti.


Premessa
Una delle prime cose che un uomo spesso si sente dire non appena gli viene diagnosticato il diabete, è il possibile rischio di “impotenza” a cui andrebbe incontro.
Il diabete può, in effetti, essere una delle cause di una “disfunzione erettile”. Ma questa complicazione non è inevitabile, e se capita, esistono sicuri ed efficaci trattamenti. Con il giusto trattamento, ogni uomo può continuare ad avere e soddisfare pienamente la propria sessualità, nonostante il diabete


Un piccolo consiglio prima di iniziare
Il debutto sessuale nei maschi affetti da diabete è segnato spesso da una elevata quota di ansia di prestazione (come in qualunque debuttante d'altronde).
In tal senso è utile sapere, per prevenire episodi imbarazzanti, che “l'esercizio fisico”, di qualunque tipo, quindi anche il rapporto sessuale, causa in genere una riduzione della glicemia conseguente ad un aumentata richiesta di zuccheri da parte dell'organismo. Avere questa informazione in anticipo può essere fondamentale per prevenire, orientarsi o iniziare a darsi possibili spiegazioni, di eventuali improvvise ed immotivate “assenze” o “indebolimenti” che, in mancanza di informazione alternativa, e soprattutto nei soggetti più introversi, possono tradursi in conferme drammatiche di fantasmi di impotenza annunciata.
Suggeriamo quindi di affrontare il rapporto di coppia come uno spazio nel quale condividere la propria intimità e creare le basi per il benessere e la comprensione reciproca e nel quale inserire, all'occorrenza, uno o più bicchieri di coca cola o di aranciata, né più né meno come accade tra i cosiddetti “non diabetici”, solo che normalmente non se ne parla, in quanto fatto privato e privatamente gestito.


Cosa è esattamente l'“impotenza”?
Il termine “impotenza” significa l'incapacità per un uomo di raggiungere uno stato di erezione completa o, se riesce, di farla durare un tempo sufficientemente lungo ad avere un rapporto sessuale completo e soddisfacente per entrambi i partners.
Questa concezione di menomazione grave dell'erezione riguarda in realtà solo la punta di un iceberg ben più sostanziale e complesso. In realtà pochissimi uomini soffrono della totale assenza della funzionalità erettiva. Persino uomini con problemi alla spina dorsale raggiungono a volte un'erezione completa.
Se analizziamo il fenomeno da una punto di vista evoluzionistico, questo ha un suo senso. In termini di evoluzione, il proposito della vita è quello di generare nuova vita. Il corpo umano dà un'alta priorità alla salvaguardia delle funzioni riproduttive e alla capacità sessuale necessaria a sostenerle.

Forse, invece del termine “impotenza” (derivante da antiche radici culturali e sociali per cui il simbolo della “virilità” e della “potenza” di un uomo è la sua capacità di riprodursi e di soddisfare la donna vista come “femmina”) che induce a sbagliate considerazioni, spesso devastanti, dell'erezione, sarebbe meglio usare termini come “problema”, “riduzione”, “disturbo” o “disfunzione” erettile. Questi ultimi termini, pur riconoscendo una qualche inabilità, non implicano una totale assenza della capacità di erezione.

Il fatto è che le difficoltà di erezione sono estremamente rare negli uomini con il diabete. Se si sviluppano problemi di erezione, normalmente iniziano come un minore, occasionale problema, e possono passare anni, se non decenni, prima di assumere una certa importanza, sempre che questo accada. Aggiustamenti allo stile di vita, come smettere di fumare, limitare gli alcolici, realizzare un buon controllo metabolico spesso sono sufficienti a far regredire o rallentare la progressione del disturbo. Inoltre oggi esistono molti sistemi anche preventivi.

Stiamo attenti alle auto-profezie
Fino a 25 anni or sono, la convinzione più diffusa tra i professionisti era che i problemi di erezione erano al 90% dovuti a fattori di ordine psicologico e solo il 10% a problemi fisici, causati da traumi, malattie o farmaci. Da allora il pendolo dell'opinione scientifica ha preso una via opposta e oggi gli esperti concordano generalmente nel dire che le condizioni fisiche contribuiscono per almeno il 50% (ma c'è chi afferma addirittura per l'80%) di tutti i problemi erettili. Per quanto riguarda gli uomini affetti da diabete, le stime salgono notevolmente, alcune di queste sostengono che la malattia contribuisce per più del 90% alle disfunzioni erettili del paziente diabetico.
Molti professionisti e diabetici guardano anche ai fattori psicologici come ad una delle cause principali della disfunzione erettile diabetica. Un importante fattore psicologico potrebbe essere l'“auto-profezia”, spesso determinata dall'asserzione di alcuni secondo cui il diabete è “causa” quasi inevitabile di problemi di erezione, dando per scontato che ogni uomo col diabete sia destinato a perdere la sua capacità erettile. Tali notizie da sole potrebbero indurre l'uomo col diabete a iniziare ad avere difficoltà erettili.
L'uomo non ha bisogno di essere “nevrotico” perché i fattori psicologici giochino un ruolo nella sua disfunzione erettile. Saggi di psicologia includono tra le cause elementi come il lavoro, la famiglia, la relazione di coppia, la mancanza di comunicatività e di intesa sessuale, o a semplici problemi di fretta, meccanici, di un approccio al rapporto centrato esclusivamente sul pene.
L'importanza di questi fattori psicologici sono stati chiaramente dimostrati in uno studio pubblicato recentemente nel giornale medico Diabetical Medicine. I ricercatori hanno esaminato 110 uomini che avrebbero riferito la loro "impotenza diabetica". In 26 (24%), istanze psicologiche avrebbero giocato un ruolo nel problema. I ricercatori hanno lavorato con questi uomini e i loro partners usando tecniche standard di terapia (educazione sessuale, esercizi di relazione, training sessuale) per sviluppare un approccio più orientato ai preliminari della relazione amorosa. La terapia avrebbe risolto 17 dei problemi erettili (60%). I ricercatori hanno concluso che mentre i problemi erettili legati al diabete sono spesso attribuiti a complicazioni fisiche del diabete, "i fattori psicologici contribuiscono significativamente". Essi insistevano sul fatto che la psicoterapia è essenziale nel trattamento. (Veves, A. et al. "Aetiopathogenesis and management of impotence in diabetic males: Four years experience", Diabetic Medicine, Gennaio 1995, 12:77-82).


Che prevalenza ha la disfunzione erettile del diabete
Circa il 10% della popolazione maschile adulta, soffre di problemi erettili. Alcuni ricercatori Americani nel loro libro pubblicato nel 1994 Sesso in America chiedono al loro campione "Negli ultimi 12 mesi, hai mai avuto problemi sessuali?". Il 10 per cento degli uomini hanno risposto affermativamente (ma il numero potrebbe essere superiore in quanto gli uomini ammettono difficilmente tale tipo di problema).
Il libro non mette in correlazione l'età e il rischio di problemi erettili, ma uno studio del 1994 lo fa. I risultati di quest'ultimo studio suggeriscono che più del 40 per cento degli uomini avevano provato occasionalmente problemi di erezione, molto più di quanto non si fosse creduto fino ad allora. Dal 1987 al 1989, John McKinlay, Ph.D., del New England Institute di Watertown, Massachusetts ha indagato 1300 uomini di età compresa tra 40 e 70 anni all'interno del sondaggio Massachusetts Male Aging Survey. Mentre solo il 5% dei quarantenni hanno riportato gravi, persistenti problemi erettili, circa un terzo ha detto di aver avuto esperienze di difficoltà di erezione di tanto in tanto. Tra i 70enni, il 15 per cento ha detto di aver gravi problemi di erezione, e i due terzi problemi occasionali. In altre parole, dal 33 al 67 per cento degli uomini sopra i 40 anni hanno episodi periodici e/o transitori di difficoltà erettile. Questo ci dice che gli uomini sopra i 40 anni hanno problemi di erezione indipendentemente dal fatto che abbiano o meno il diabete. Tuttavia, molte autorità nel campo della sessuologia affermano che la popolazione diabetica va incontro a problemi sessuali molto più frequentemente di quella generale. Il volume Therapy for Diabetes Mellitus and Related Disorders, 2a edizione, 1994) afferma che più del 60% dei pazienti diabetici soffrirebbe di problemi di erezione. E un recente articolo su un giornale specializzato dice che l'incidenza potrebbe addirittura superare il 75% (Goldstein, H. "Diabetic Sexual Disfunction", Endocrinology and Metabolism Clinics of North America, 1996, vol.25, p.379). Tuttavia, queste statistiche non trovano riscontro nella recente letteratura medica.
Due studi recenti hanno investigato la prevalenza dei disturbi diabetici dell'erezione. In un rapporto pubblicato su Diabetes Care, ricercatori del Southern Wisconsin hanno osservato 365 uomini affetti da diabete tipo 1 sopra i 21 anni con il diabete da almeno 10 anni. Il 20 per cento di essi ha riportato problemi erettili, crescendo dall'1% in quelli tra i 21 e i 30 anni, al 47% tra quelli sopra i 43 anni. (Klein R. et al. "Prevalence of Self-Reported Erectile Dysfunction in Men with Long-Term IDDM", Diabetes Care, Feb 1996, vol.19, pp.135-141).
In uno studio similare, ricercatori del North Carolina hanno investigato su 223 uomini affetti da diabete tipo 2 e 23 con diabete tipo 1, e hanno scoperto che un terzo di essi ha avuto episodi di difficoltà erettile. (Konen, J.C. et al. "Symptoms and complications of Adult Diabetic Patiens in a Family Practice", Archive of Family Medicine, Marzo 1996, vol.5, pp.135-145).
Queste percentuali di disfunzione erettile (20-30 per cento soprattutto e 47 per cento tra gli uomini di mezza età) suggeriscono che gli uomini col diabete possono avere un maggiore rischio di disfunzioni erettili rispetto alla popolazione generale, ma la differenza non è poi così importante come mostrato dagli altri studi.
L'evidenza dimostrerebbe quindi che il rischio di disfunzione erettile nella popolazione diabetica è stato esagerato. Questa complicanzione non è inevitabile. Infatti, come recenti studi dimostrano, essa è praticamente inesistente negli uomini sotto i 30 anni, e meno della metà degli uomini di mezza età o più anziani riportano problemi di questo tipo.


Il dibattito sulle cause: neuropatia contro disturbi cardiovascolari

Per raggiungere l'erezione, un uomo deve avere il sistema nervoso e cardiovascolare ben funzionanti. Il sistema circolatorio fornisce il sangue che impregna il tessuto erettile spugnoso del pene, producendo l'erezione. Il sistema nervoso rende l'uomo reattivo agli stimoli sessuali, e apre le arterie aumentando il flusso sanguigno verso il pene. Come un erezione si sviluppa, e il pene si ingrossa, le vene che fanno normalmente defluire il sangue vengono compresse, riducendone così il deflusso e mantenendo in erezione il pene fino all'orgasmo.
Siccome il diabete può danneggiare sia i nervi (neuropatia diabetica) sia il sistema circolatorio (disturbi cardiovascolari), particolarmente i vasi sanguigni che alimentano il pene (angiopatia), i ricercatori hanno speso una grande quantità di energie per argomentare quale dei due sistemi è la “causa principale” della disfunzione erettile del diabete.
Alcuni studi puntano alla neuropatia. In uno studio recente (Journal of Urology) i ricercatori hanno esaminato 159 uomini ed hanno verificato una prevalenza della neuropatia rispetto alla angiopatia. Le loro conclusioni sono che la neuropatia è “cruciale” nei problemi di erezione dei diabetici. L'angiopatia appare “secondaria” (Bemelmans, B.L. et al. "Erectile Dysfunction in Diabetic Men: The Neurological Factor Revisited", Journal of Urology, Aprile 1994, vol.151, pp.884-889).
Altri studi sono invece arrivati a conclusioni opposte. Dallo studio di 29 uomini col diabete con problemi di erezione, i ricercatori hanno scritto sul giornale Neurourology and Urodynamics arrivando alla seguente conclusione: “L'ostruzione vascolare, più dei danni ai nervi, gioca un ruolo primario nelle disfunzioni erettili diabetiche” (Benvenuti, F.et al. "Male Sexual Impotence in Diabetes Mellitus: Vasculogenic vs. Neurogenic Factors". Neurourology and Urodinamics, 1993, vol.12, pp.145-151). Uno studio simile su 78 uomini diabetici mostra che 68 (87%) casi presentavano ristrengimenti aterosclerotici delle arterie che conducono al pene (Wang, C.J. et al. "Penile Blood Flow in Diabetic Impotence". Urologia Internationalis, 1993, vol.50, pp.209-212).
Alcuni studi mostrano che entrambe le complicazioni possono essere la causa maggiore, o entrambe possono contribuire in egual misura. Da uno studio in Diabetes Medicine, gli scienziati hanno utilizzato dei sofisticati test neurologici e cardiovascolari su 39 uomini. In un terzo, l'erezione risulterebbe compromessa maggiormente dalla neuropatia, in un altro terzo l'angiopatia sarebbe la causa primaria, e nel terzo rimanente contribuirebbero entrambe in egual misura (Ryder, R.E. et al. "Impotence in Diabetes; Aetiology, Implications for Treatment, and Preferred Vacuum Device", Diabetic Medicine, Dicembre 1992, vol.9, pp.893-898). Un recente studio europeo mostra identici risultati: un terzo neuropatia, un terzo angiopatia, un terzo la combinazione dei due (Sarica, K. et al. "Multidisciplinary Evaluation of Diabetic mpotence", European Urology, 1994, vol.26, pp.314-18).
Questo dibattito potrebbe continuare, ma è puramente accademico. Non è importante quale è la causa primaria in ogni individuo, sia la neuropatia che l'angiopatia sono causate dallo stesso cattivo controllo del glucosio nel sangue. Un gran numero di ricerche, inclusa il Diabetes Control and Complications Trial, dimostra come il controllo glicemico influisca sostanzialmente in modo positivo sia sul rischio di neuropatia sia sul rischio di angiopatia, quindi anche sul rischio di problemi erettili.


Altri fattori di rischio per i problemi erettili del diabete

In aggiunta al cattivo controllo metabolico, sia gli studi fatti nel Winconsin che in quelli del North Carolina già menzionati, identificano i seguenti ulteriori fattori di rischio per la disfunzione erettile:
•Durata del diabete. Maggiore è il tempo trascorso dall'esordio, maggiore è il rischio. Questo ha senso per due motivi: la neuropatia e l'angiopatia tendono a peggiorare con il tempo, soprattutto perché quando i diabetici adulti di oggi erano ancora giovani, mantenersi controllati era molto più difficile di adesso. Inoltre negli uomini che non hanno il diabete, con l'avanzare dell'età aumenta il rischio di disturbi dell'erezione.
•Le altre complicazioni diabetiche. Gli uomini che hanno avuto problemi di erezione accusavano spesso anche retinopatia, neuropatia, e problemi cardiovascolari. Questo assume un senso, visto che la neuropatia e l'angiopatia aumentano il rischio di disfunzione erettile, e che la retinopatia è associata ad un cattivo controllo glicemico, che porta ad un aumento del rischio di problemi di erezione.
•L'uso di medicinali per il controllo della pressione. Molti farmaci per la pressione sanguigna causano disturbi erettili come effetto collaterale
•Infine, l'alto indice di massa corporea (obesità). Essere sovrappeso è spesso associato con problemi cardiovascolari e alta pressione sanguigna, e, nel loro trattamento, vengono spesso usati farmaci che influiscono sulla funzionalità erettile. Sono di pochi giorni fa le raccomandazioni del Ministro della Sanità italiano, Rosy Bindi, a moderare la massa corporea, per questo e molti altri motivi.


Altri fattori di rischio per i proglemi erettili nella popolazione maschile generale

Il fatto di avere il diabete non condanna l'uomo ad avere prima o poi problemi di erezione, ma certamente un cattivo controllo può essere un ulteriore fattore di rischio. Possono ulteriormente influire sulle disfunzioni erettili:
•Alcool. L'alcool è una delle maggiori cause che porta a disfunzioni erettili. In piccole dosi (una birra, un bicchiere di vino, o una bibita mista), l'alcool può ridurre le inibizioni e aumentare l'interesse nel rapporto sessuale. Ma può anche essere causa di depressione del sistema nervoso centrale e di problemi erettili.
•Altri farmaci. Ogni farmaco che causa sonnolenza o ha effetto tranquillante può disturbare l'erezione: narcotici (demerol, percodan, metadone, eroina, codeina), ipnotici (dalmane, nembutal, halcion, placidyl), tranquillanti (valium, xanax, ativan), e antipsicotici (thorazina). Altri possibili farmaci deflattivi sono: molti, ma non tutti, i farmaci contro la pressione alta, i farmaci anti-ulcera, le cimetidine, gli antidepressivi, e i betabloccanti. Infatti, spesso questi farmaci comunemente prescritti implicano una riduzione erettile.
•Stress. Quando un uomo porta un grosso peso, il corpo reagisce fornendo una maggior quantità di sangue agli arti abbandonando l'organismo centrale. Questo riflesso ha evidenti vantaggi per la sopravvivenza dell'uomo. Ma la maggior parte dei motivi di stress provocati dal mondo moderno non sono della varietà “vita o morte”. Essi spesso derivano da eventi secondari (non trovare un parcheggio, problemi in ufficio, ecc.) o da eventi di maggiore importanza (perdita di una persona cara, un incendio, ecc.) . Questi stressors moderni causano subdoli ma egualmente importanti effetti sul nostro corpo. Alcune volte l'impatto cumulativo con questi agenti stressogeni possono portare a cambiamenti fisiologici equivalenti a quelli dovuti ad uno stress fisico, diminuendo la disponibilità di sangue per l'erezione. In aggiunta agli altri stress, anche avere il diabete comporta una forma di stress. Allo stesso modo l'ansia provocata dalla comune, ma falsa, credenza che la malattia è un biglietto di sola andata verso l'impotenza.
•Depressione. Molti fattori stressanti moderni causano depressione. ogni evento di cambiamento emotivo che causa intense sensazioni di mancanza di aiuto e di speranza può contribuire a problemi erettili. Per ironia della sorte, molti antidepressivi aumentano il rischio di disfunzioni dell'erezione.
•Malattie acute. Non aspettatevi che il vostro pene faccia quello che non può fare. Ogni malanno, da un raffreddore a un disturbo più importante, possono causare una diminuizione di interesse per il rapporto sessuale e problemi di erezione. Se siete ammalati a letto, e non raggiungete l'erezione, il vostro stato acuto di malattia ne è probabilmente la causa, non il diabete.
•Convalescenza da una malattia. Appena si sentono bene, molti uomini si aspettano un immediato ritorno al pieno funzionamento sessuale. Ma potrebbe verificarsi un periodo di latenza per una settimana o più, in modo da permettere all'organismo un pieno recupero, in cui si possono verificare difficoltà di erezione. Quindi il problema potrebbe essere la recente malattia, non il diabete
•Scompensi ormonali. Benché sia raro, un abbassamento dei livelli di testosterone può interferire sia con l'erezione che con il desiderio sessuale.
•Un intervento chirurgico. L'operazione tipicamente effettuata per trattare l'ingrossamento benigno della prostata, causa problemi erettili in circa il 10 per cento degli uomini. Altre operazioni nell'area dei genitali o dell'ano possono causare simili complicazioni di disfunzioni erettili.
•Fattori ambientali. Il fumo aumenta notevolmente il rischio di disturbi cardiovascolari, i quali contribuiscono alle disfunzioni erettili, specialmente negli uomini diabetici il cui rischio di cardiovascolopatia è già alto. L'esposizione ad agenti chimici tossici, particolarmente il piombo e altri metalli pesanti, può contribuire a queste disfunzioni sessuali.
•Relazioni di coppia difficili. Alcune volte l'erezione risente dei problemi della coppia prima che l'uomo stesso se ne accorga a livello razionale. I problemi possono o non possono essere seri, ma a volte causano stress tanto da far regredire un'erezione. Alcune volte anche la noia cronica all'interno di una relazione di coppia contribuisce alle difficotà di erezione.
•Eccessiva attenzione per il pene. L'erezione richiede non solo una stimolazione del pene, ma anche una stimolazione del corpo intero. Che è uno dei principi guida delle terapie sessuali. Alcuni uomini concentrano tutta la loro attenzione sul pene come se fosse la sola componente sessuale del corpo. Questo può portare ad una eccessiva pressione fisica e psicologica su di esso, che non essendo in grado di sostenere tale pressione, potrebbe rilasciarsi.
•Rapporto frettoloso. Le “sveltine” spesso non danno abbastanza tempo al pene di irrigidirsi a sufficienza, specialmente in uomini più anziani. Dopo i 40, ci vuole sempre più tempo perché il pene si irrigidisca. È normale e può non avere nulla a che fare con il diabete.
•Rapporti sessuali ravvicinati. Il pene può essere “stanco” dell'ultima volta.

Prevenire la disfunzione erettile
Le cause viste in precedenza che danno luogo a problemi di erezione, ci indicano la strada per un'auto-prevenzione:
•Mantenere un buon controllo metabolico. Come il controllo glicemico migliora, diminuiscono le probabilità di disfunzioni erettili.
•Esercizio fisico. Può aiutare gli uomini con il diabete a migliorare la loro vita in generale. L'esercizio fisico riduce lo stress, serve come antidepressivo naturale, e contribuisce alla salute delle arterie che portano il sangue al pene. In più l'esercizio fisico aiuta a controllare il diabete.
•Dieta povera di grassi. I grassi alimentari, particolarmente quelli animali, aumentano il colesterolo. Un alto livello di colesterolo nel sangue aumenta il rischio di disturbi dell'erezione, come risulta da uno studio di Ming Wei, M.D., dell'Università del South Carolina. Prove ciniche su 3.250 uomini sani (non diabetici) di età compresa tra 25 e 83 anni dimostrano che, comparando i dati di quelli il cui colesterolo era inferiore a 240 mg/dl con quelli il cui colesterolo era sopra tale valore, i primi correvano un maggior rischio di disfunzione erettile (Wei, M. American Journal of Epidemiology, 1994, vol.140, pp.930-937). Le autorità americane per la salute pubblica hanno invitato la popolazione a mantenere il colesterolo sotto la soglia di 200 mg/dl. Una dieta ricca di grassi aumenta inoltre il rischio di tumore alla prostata (Giovannucci, E. et al. "A prospective study of dietary fat and risk of prostate cancer" Journal of the National Cancer Institute, Ottobre 1993, vol.85, pp.1571-1579).
•Non bere alcool prima del rapporto. Una birra, un bicchiere di vino, o una bibita alcolica, possono dar l'impressione di accrescere i nostri desideri sessuali, ma potrebbero anche crearci dei problemi.
•Non fumare. Nessuno dovrebbe fumare. Questo vale doppiamente se si ha il diabete, poiché si è già particolarmente suscettibili a problemi cardivascolari, di cui il fumo è una causa.
•Stare attenti ai farmaci che usate. Quando vi viene prescritto un farmaco o lo acquistate in farmacia, chiedete al vostro medico se può causare disturbi erettili.
•Capire quanto influisce l'età. Con l'aumentare dell'età le erezioni tendono a diventare meno stabili e piene, e potrebbero interrompersi durante il rapporto richiedendo nuove stimolazioni per tornare al loro vigore. Questi cambiamenti sono normali. Alcuni diabetici fraintendono questi cambiamenti naturali come segni che la loro vita sessuale volge al termine. Non è vero. Bisogna capire gli effetti del tempo, e apportare i corretti aggiustamenti al rapporto sessuale (maggiore lentezza, tranquillità, leggerezza, orientando il rapporto a preliminari più lunghi che coinvolgano la sensualità dell'intero corpo).
•L'aiuto delle erbe. Il ginkgo è un'erba medicinale i cui estratti, come mostrano moltissimi studi condotti in Europa, migliorano il flusso sanguigno in tutto il corpo, particolarmente nel cervello. In Europa il Ginkgo viene prescritto per i problemi dell'anziano correlati alle disfunzioni cerebrali, perdite di memoria, traumi, degenerazioni di vario genere, problemi degenerativi della vista che possono condurre alla cecità. Inoltre, due studi mostrano che l'estratto di Ginkgo può migliorare il flusso del sangue verso il pene, e può essere utile nel trattamento dei problemi erettili determinati dall'angiopatia. In uno di essi, 60 uomini con disturbi erettili causati in buona parte da angiopatia, furono trattati con 60 mg di estratto di ginkgo al giorno per sei mesi. La metà di loro recuperarono la capacità erettile solo con il ginkgo, e un altro 20 per cento rispose ad una combinazione di ginkgo e papaverina iniettata, un farmaco che provoca l'erezione (Sikora, R. et al. Journal of Urology, 1989, vol.141). Nell'altro studio, i ricercatori trattarono 50 uomini con 240 mg. di estratto di ginkgo al giorno per nove mesi. Trentanove risposero sia al ginkgo da solo che che all'aggiunta di prostglandina E1 iniettata, un altro farmaco che provoca erezione. (Sohn, M. e Sikora, R., Journal of Sex Education and Therapy, 1991, vol.17, pp.53-61.
•Aspettare la fine della convalescenza. Bisogna aver pazienza con il nostro corpo, specialmente dopo i 40 anni.
•Malattie croniche e inabilità possono richiedere alcuni cambiamenti e aggiustamenti nelle nostre abitudini sessuali. Il diabete e altre malattie croniche non cancellano il desiderio sessuale né precludono ai rapporti sessuali. Possono invece, a volte, forzare ad alcuni cambiamenti nelle proprie abitudini sessuali.

•Prima di avere interventi chirurgici che possono implicare un rischio per la funzione erettile, chiedere prima al medico curante se è possibile tentare strade alternative.
•Minimizzare l'esposizione ad inquinanti ambientali. Utilizzare sui posti di lavoro tutte le precauzioni possibili, come particolari indumenti protettivi. Non sottovalutare nemmeno tali esposizioni durante la pratica di hobbies. Molte arti e mestieri dove vengono usati prodotti chimici espongono l'uomo a rischi di disturbi dell'erezione (pittura, ceramica, fotografia, lavorazione del legno e molti altri).
•Avere un riguardo particolare per la vostra relazione. È il tipo di relazione che desiderate? se non lo è, perché? Cosa potete fare per migliorarla? Fissate delle date in cui rivedere la vostra intesa sessuale e sentimentale, identificare eventuali problemi e cause di stress, e tentare di risolverli. Fatelo regolarmente, con onestà e mutuo rispetto. Se necessario, rivolgetevi ad un consultorio.
•Non caricate troppo di aspettative il vostro pene. Non siate così preoccupati per esso. L'intero corpo gioca un ruolo fondamentale. Ogni angolo del vostro corpo può darvi nuove e inaspettate sensazioni. Se non caricate il vostro pene di eccessiva attenzione e responsabilità è più facile che esso lavori bene e non vi deluda.
•Non abbiate fretta. Prendetevi il tempo necessario per soddisfare l'intera sessualità del vostro corpo.
•Variate il vostro sesso. Non siate troppo abituali nella data e nei momenti dell'amore, o nel posto dove lo praticate. Ogni tanto prendetevi un po' di libertà andate via per il week-end. Soprattutto, usate la vostra immaginazione.

Valutazione del disturbo erettile del diabete
Ecco una breve descrizione dei principali test disponibili:
•Farmacotest: tra i mezzi diagnostici più diffusi, consiste nell'iniezione di 5-10 mcg di prostaglandina E1 nel corpo cavernoso. La comparsa di un'erezione completa della durata di 15-30 minuti indica che il meccanismo di occlusione dei corpi cavernosi è normale, anche se non significa necessariamente che la vascolarizzazione arteriosa sia integra. La risposta negativa a questo test (ripetuto una seconda volta con una soluzione mista di papaverina, fentolamina e prostaglandina) suggerisce l'opportunità di proseguire con indagini più selettive;
•NPT (Nocturnal Penile Tumescence) test: consiste nella registrazione delle erezioni notturne (3-5 per notte nel soggetto normale) e serve principalmente per la distinzione tra forme psicogene e organiche, anche se può dare falsi positivi e falsi negativi (soprattutto in soggetti diabetici Nofzinger, E.A. et al. “Results of Nocturnal Penile Tumescence Studies Are Abnormal in Sexually Functional Diabetic Males“, Archives of Internal Medicine, Gennaio 1992, vol.152, pp.114-118). Una versione casalinga di questo test consiste nel sistemare la sera alcuni francobolli attorno al pene, sovrapponendoli di circa la metà: se la mattina dopo la dentatura è strappata, vuol dire che ci sono state erezioni notturne.
•Test vascolari: si tratta di test abbastanza invasivi, da discutere preventivamente con un andrologo, destinati a individuare l'esistenza di alterazioni nel flusso arterioso o nel deflusso venoso del pene, e vanno effettuati quando esistono precisi sospetti diagnostici. Sono l'indice pene/braccio, che si ottiene dal rapporto tra la pressione sistolica del pene e quella del braccio ma che rappresenta un dato non sempre attendibile; l'eco Doppler, che consente di visualizzare le dimensioni e lo stato di dilatazione delle arterie cavernose a riposo, la velocità di afflusso del sangue e la morfologia del corpo cavernoso; la cavernosometria e la cavernosografia, metodi essenziali per la diagnosi di una disfunzione veno-occlusiva, ma che vanno riservate a quei pazienti che potrebbero essere candidati alla chirurgia venosa;
•Test neurofisiologici: registrano l'attività elettrica del tessuto cavernoso mediante elettrodi ad ago o di superficie, e consentono una valutazione diretta dell'innervazione autonoma del corpo cavernoso. Se il test dimostra una perdita di sensibilità, si procede a ulteriori, più sofisticate, indagini.

Indubbiamente, la valutazione dovrebbe prevedere anche un controllo del tasso di testosterone (che tuttavia può variare nel corso delle 24 ore ed essere influenzato da stress, ansia e depressione) e la ricerca di un eventuale ipogonadismo. Questi elementi assumono però una certa rilevanza clinica più che altro quando è presente un'evidente diminuzione della libido. Dato che anche i prolattinomi e le disfunzioni tiroidee possono rappresentare altre cause di impotenza, la valutazione del quadro endocrino dovrà essere effettuata tenendo presenti anche queste ulteriori possibili patologie e quindi indagando anche in queste direzioni.


Trattamento dei disturbi diabetici dell'erezione
In Italia esistono numerosi centri sessuologici, all'interno dei quali operano specialisti con diverse formazioni. Un'indagine realizzata sotto gli auspici della Società italiana di andrologia (Rolle L et al.. Indagine sui Centri italiani che si occupano della Terapia delle disfunzioni sessuali maschili. Arch It Urol 1995; 67: 311) ha permesso di scoprire che il sessanta per cento di questi centri ha una matrice urologica, il venti per cento endocrinologica, il dieci per cento psichiatrica o psicologica, mentre il restante dieci per cento risulta diviso tra ginecologia e altre specialità. Ovviamente le diverse provenienze possono determinare approcci differenti alla questione dell'impotenza, anche se sta prendendo rapidamente piede una maggiore interdisciplinarietà nei confronti di questo disturbo dalle molteplici sfaccettature.
Nei centri vengono intraprese varie forme di terapia, tra cui le più diffuse sono:
•Psicoterapia e psicofarmaci. Nei casi in cui la componente psicogena è la causa unica o prevalente del disturbo un sostegno psicoterapeutico, rivolto al singolo o alla coppia, può risultare utile;
•Dispositivi pneumatici. Consentono di sfruttare il vuoto per aumentare il flusso di sangue arterioso all'interno dei corpi cavernosi e impedirne il deflusso. Richiedono l'acquisizione di una certa manualità e disinvoltura;
•Autoiniezione. Consiste nell'iniezione all'interno dei corpi cavernosi del pene da parte del paziente stesso di sostanze capaci di indurre un'erezione farmacologica, come la papaverina e la prostaglandina E1, eventualmente associate alla fentolamina, ad azione alfa litica. L'iniezione risulta spesso poco ben accetta ai pazienti, che, nonostante la buona efficacia, in quasi la metà dei casi, nel giro di circa sei mesi rinunciano al trattamento. In tal senso, i pazienti insulinodipendenti risultano avvantaggiati in quanto già abituati ad effettuare frequenti iniezioni. Meglio tollerata dovrebbe risultare la somministrazione topica o attraverso creme da applicare sul glande o, ancora più efficace, per via transurettrale con un apposito applicatore;
•Farmacoterapia per os. Riservata ai casi in cui il meccanismo dell'erezione sia integro o solo moderatamente alterato, sarebbe la soluzione maggiormente accettabile per il paziente. Non esiste però ancora alcun farmaco registrato con questa precisa indicazione. Tra le sostanze utilizzate o in fase di sperimentazione c'è il trazodone (antidepressivo che annovera tra i suoi effetti collaterali il rischio di priapismo), la yohimbina e la delequamina. Risultati positivi danno anche la fentolamina, l'apomorfina (da sciogliere sotto la lingua) ma soprattutto il sildenafil (meglio conosciuto come Viagra), che sembra il più promettente.
•Farmacoterapia ormonale. Destinata a casi nei quali è accertato che l'impotenza dipende almeno in parte da carenze ormonali specifiche. Bisogna comunque tener presente che i trattamenti ormonali possono influire sul controllo glicemico.
•Chirurgia vascolare e protesi peniene. Consigliate a pazienti per i quali sono falliti approcci più conservativi. Il ruolo delle protesi è stato abbastanza ridimensionato negli ultimi anni, soprattutto grazie all'emergere di nuovi trattamenti farmacologici.

Riferimenti: “La medicina non è più impotente”, Danilo Di Diodoro
“The Rare Truth About the Sexual Effects of Diabetes”, Diabetes.com
tratto da http://www.progettodiabete.org

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