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Depressione e desiderio

Argomenti trattati > Il Diabete > La sessualità

Sessualità, diabete e depressione
Le pagine che seguono, pur affrontando l'argomento da un punto di vista educativo e in parte medico, trattano temi e situazioni non adatti a persone di età inferiore ai 18 anni. Si sconsiglia quindi la lettura di queste pagine a minori o persone che pensano di sentirsi offese dalla trattazione di tali argomenti.

È possibile essere depressi a seguito di una condizione medica generale, e il diabete non fa eccezione a questa regola.
"Inizialmente si tratta di deficit erettile transitorio o temporaneo dovuto principalmente a problemi psicologici (il dover accettare la malattia, le cure, le paure per il futuro) che determinano calo dell'autostima (il paziente per ovvi motivi si sente menomato e ha scarsa fiducia nel futuro), si chiude, è depresso e si distacca dalle attività della vita personale e di relazione. Questa fase coincide solitamente con il periodo di difficile controllo metabolico a cui conseguono stati di grave iperglicemia. Il buon controllo terapeutico della glicemia, la stabilizzazione e l'accettazione della malattia consentono in questa fase il ripristino della attività sessuale spontanea ed è quindi fondamentale la tempestività nella diagnosi di malattia diabetica, il supporto psicologico e il controllo terapeutico del metabolismo glicidico" (
Medicina oggi).
La depressione spesso interferisce con il desiderio sessuale sia negli uomini sia nelle donne. Ma, siccome sembra che le donne siano più portate a consultare gli specialisti per problemi riguardanti la propria emotività, assumono anche con maggior facilità farmaci antidepressivi.
Gli antidepressivi funzionano, ma spesso al prezzo di un elevato rischio di effetti collaterali sulla sfera sessuale: perdita del desiderio e difficoltà a raggiungere l'orgasmo in entrambi i sessi, problemi di erezione nell'uomo, problemi di secchezza vaginale nella donna. Siccome molti nuovi antidepressivi sono divenuti oggi molto popolari, spesso ci si dimentica che esistono molti altri approcci non farmacologici per trattare alcune forme depressive.
Infine spesso ci si dimentica, o si è costretti alla scelta di un altro farmaco, del fatto che un antidepressivo come il bupropion (Wellbutrin), non causa significativi effetti collaterali sulla sessualità.
Attualmente, gli antidepressivi più usati sono la famiglia di farmaci come il Prozac, lo Zoloft, e il Paxil. Sono conosciuti come SSRI (Selective Seratonine Reuptake Inhibitors) in quanto agiscono cambiando il modo con cui l'organismo usa la seratonina. Ma secondo uno studio della American Psychiatry Association questi farmaci causerebbero problemi sessuali in più della metà di coloro che ne fanno uso, con segnalazione di notevoli problemi di erezione negli uomini e di lubrificazione nelle donne. Alcune persone hanno inoltre lamentato una diminuizione del desiderio sessuale e della capacità di raggiungere l'orgasmo.
Gli SSRI non sono gi unici andipressivi con effetti collaterali in ambito sessuale. Tutti gli antidepressivi, eccetto uno, possono avere gli stessi effetti avversi: i triciclici, gli inibitori dela monoamina ossidase (MAO), le benzodiazepine, e il litio.
L'antidepressivo che causa i minori effetti collaterali nell'ambito della funzionalità sessuale è il bupropion, come dimostrato negli studi dalla sessuologa di San Diego Theresa Crenshaw, M.D., co-autrice insieme a James Goldberg, Ph.D., di Sexual Pharmacology.

Se però il medico ritiene necessario l'uso di antidepressivi, nel caso si verificasse una diminuizione della funzione sessuale si può:
Consultare il nostro medico per verificare se è possibile ridurre il dosaggio. Secondo lo Psichiatra americano Jacob Katzow, M.D., di Washington, D.C., una minor dose di farmaco riduce gli effetti collaterali mentre mantiene i benefici effetti antidepressivi.
Verificare con il vostro medico la possibilità di passare ad un farmaco a base di bupropion.
Sospendere momentaneamente la cura (consigliandosi col proprio medico). Anthony Rothschild, M.D: uno psichiatra del McLean Hospital in Belmont, Massachusetts, ha eseguito uno studio su 30 coppie, in ognuna delle quali uno dei partner faceva uso di SSRI e lamentava effetti collaterali (perdita della funzione e/o del desiderio sessuale) abbastanza significativi da far pensare alla necessità di smettere la cura. Il medico consigliò loro di sospendere l'assunzione del farmaco per il week-end da giovedì mattina a domenica mezzogiorno. Tra i venti pazienti in trattamento con Paxil e Zoloft, la metà hanno riportato un miglioramento della funzione ed un accresciuto desiderio sessuale. Solo 2 di essi hanno lamentato di essersi sentiti maggiormente depressi. Ma dei 10 pazienti in cura con Prozac, solo uno ha segnalato qualche miglioramento, forse perché il Prozac impiega più tempo degli altri SSRI a lasciare il sangue.


tratto da http://www.progettodiabete.org

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