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Il sensore Enlite: come funziona!

Argomenti trattati > Glucometri non invasivi
Il sensore Enlite: come funziona!

Iniziamo spiegando come funziona un sensore glicemico.

Un sensore glicemico è un elettrodo montato su di una cannula flessibile che viene inserito nel tessuto sottocutaneo (sotto la pelle) e che non misura la glicemia ma bensì la concentrazione di glucosio che circola tra le cellule del liquido interstiziale (che non è altro che l’acqua presente tra le cellule del tessuto sotto la pelle), questo è il motivo per cui il sensore funziona bene se si è molto idratati. Ora cerchiamo di capire come misura questa concentrazione di glucosio. In realtà il sensore misura un segnale elettrico sviluppato dal glucosio e poi lo converte in una misura di glicemia. Praticamente moltiplica il fattore di calibrazione (numero accanto gocciolina rossa in cronologia Isig) con Isig.

Quindi questo è il nostro sensore, ora lo abbiamo inserito e il nostro filamento sta nel liquido interstiziale dove circola il glucosio, che viene misurato in nanoAmpere come segnale elettrico e noi questo lo vediamo attraverso quello che si chiama Isig ( che significa Interstizial Signal = segnale interstiziale).

Quando sul nostro 640 G andiamo in cronologia e poi cronologia isig leggiamo questo valore che non è mai uguale perché la concentrazione di glucosio nel liquido interstiziale cambia.

Ora dobbiamo capire come vengono fuori i valori delle glicemie. Quando il nostro micro ci chiede di calibrare e noi inseriamo la glicemia il sistema crea un fattore di calibrazione che è quel numero che si vede accanto alla gocciolina rossa in cronologia Isig ( mi raccomando quello non è l’Isig quindi se vedete 3, 4 o 5 non pensate che il sensore non funzioni perché invece sta funzionando benissimo; nell'immagine sotto 47.71 è l'Isig e 4.8 è il fattore di calibrazione).

Questo lo dico perché ho letto spesso post di persone che cambiavano sensore perché avevano Isig troppo basso e invece era il fattore di calibrazione.

Ora facciamo un esempio poniamo che la glicemia del tuo glucometro sia 120 mg/dl, e che l’Isig registrato sia 24 , allora avremo: 120/24=5. Il n°5 è il Fattore di Calibrazione, che è il rapporto GLICEMIA diviso ISIG. A questo punto questo numero 5 che vediamo accanto alla gocciolina rossa in cronologia Isig è il Fattore di Calibrazione che il sistema di monitoraggio userà nelle ore successive per trasformare l’Isig generato dal sensore (derivato dal glucosio interstiziale) in glicemia. In questo caso moltiplicherà gli Isig successivi per 5. Se per esempio dopo 10 minuti l’Isig aumenta da 24 a 25, il micro mostrerà una glicemia sottocutanea (125 x 5 = 125) Di 125 mg/dl. Attenzione ad una nuova calibrazione l’apparecchiatura ricalcolerà un nuovo Fattore di Calibrazione, ma conserverà in memoria quelli precedenti, senza mai dimenticarli completamente. Quindi la prima calibrazione è la più importante perché influenzerà le glicemie successive. Le calibrazioni successive andranno fatte 3 o 4 volte al giorno. Ricordiamo quindi una cosa importante  che l’Isig  cambia di momento in momento in base alle variazioni del glucosio interstiziale, mentre il fattore di calibrazione deve variare poco durante tutta la vita di quel sensore.

Se siete riusciti a leggere fino a questo punto forse vi interessano anche le informazioni successive: quando calibrare; possibili errori, come riavviare il sensore.

- Quando calibrare

1.Disinfettare il dito prima di fare una glicemia
2.Calibrare preferibilmente con glicemie tra 70 e 300 e non calibrare mai con Isig sotto 10 (già 10 è basso)
3.Calibrare quando la glicemia è stabile per almeno 10/15 min e di conseguenza SENZA frecce di tendenza.
4.Meglio calibrare prima di mangiare o prima di fare un bolo
5.Può capitare di calibrare in un momento non ottimale, se succede ripeti la calibrazione appena la glicemia si stabilizza.

Il Fattore di Calibrazione
1.Il fattore di calibrazione deve essere compreso tra 3 e 7.
2.I valori che rendono le glicemie più attendibili sono quando il fattore di calibrazione è compreso tra 4 e 5.
3.Qualsiasi valore sotto 3 o sopra i 7 vi darà glicemie sballate anche di 100 punti.

Calibrazioni errate
1.Con glicemie troppo alte o troppo basse: perché l’estrapolazione dell’ISIG a glicemie differenti tramite un fattore di calibrazione generato con glicemie estreme può non essere precisa
2.Quando si calibra in un momento in cui la glicemia sta cambiando velocemente, per esempio dopo una iniezione di insulina, dopo un pasto, dopo una correzione di ipo- o iper-glicemia, quando ci sono frecce di tendenza sul micro. In questi casi si inserisce una glicemia di calibrazione che viene comparata con un ISIG 10 minuti dopo ma che corrisponde ad una glicemia differente.
3.Prima dell’esaurimento del sensore la calibrazione assicura una buona misurazione solo per un breve periodo.

Riavvio del sensore
Per riavvire il sensore è necessario scollegare il sensore dal micro andando in impostazioni sensore e poi sensore, deve essere spento.
Scollegare leggermente la chiocciola dal sensore senza rimuovere il cerotto, per le prime 2 settimane non è necessario ricaricare la chiocciola. Ricollegare il sensore alla chiocciola. Ritornare su impostazioni sensore poi sensore cliccare su on. Poi collegamento sensore e avvia nuovo sensore.

Consigli vari
Se quando inserite il sensore prendete un capillare e vedete il sangue nella parte trasparente del sensore non cambiate il sensore, probabilmente funzionerà lo stesso.
Se durante le prime ore le glicemie non sono attendibili, se potete, aspettate almeno 24 h molto probabilmente si allineerà.
Bere molta acqua, essere ben idratati è fondamentale.
Se il sensore perde segnale, aspettate che riprenderà da solo potete però massaggiare delicamente la parte dove è inserito il sensore.

Spero che questo post possa essere utile a qualcuno soprattutto a chi usa da poco il sensore enlite. Ho notato spesso nei gruppi social che le spiegazioni dei rappresentanti medtronic su Isig, calibrazione e altro confondono un pochino. Spero di essere stato più chiaro.

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