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Duomo e chiese

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IL DUOMO

Avviata nel 1396, nel luogo dove precedentemente sorgeva la basilica romanica di S. Maria Maggiore, la costruzione del Duomo si protrasse per quattro secoli. Osservandone la struttura, è facile rilevarne il susseguirsi delle epoche e degli stili: dalla facciata tardo-gotica alle linee rinascimentali della zona absidale, fino alla cupola settecentesca. Numerosi furono gli artisti che prestarono la loro opera: fra gli altri l'intelvese Lorenzo degli Spazzi, i comaschi Pietro da Breggia e Fiorino da Bontà e Tommaso Rodari di Maroggia. Del Rodari sono, fra l'altro, le due statue di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane poste ai lati del portale. La grande cupola, compiuta nel 1744, fu progettata da E. Juvara, architetto del re di Sardegna. All'interno: due leoni stilofori del XII secolo, un'edicola, un sarcofago e un altare marmoreo del Trecento, provenienti dalla distrutta basilica di S. Maria Maggiore; altari, ancone e portali rodariani; un affresco di A. De Passeris; dipinti cinquecenteschi di B. Luini, G. Ferrari, B. Lanino; affreschi secenteschi del Morazzone; arazzi ferraresi e fiamminghi del Cinquecento e del Seicento; stucchi barocchi di E e A. Silva; vetrate ottocentesche di G. e P. Bertini.






BASILICA DI S. CARPOFORO

 

Edificata là dove, secondo la tradizione, esisteva un tempio dedicato a Mercurio e dove si manifestò il primo culto cristiano comense (fine del IV secolo), S. Carpoforo presenta una struttura a tre navate su pilastri, con cripta e presbiterio sopraelevato.
Nonostante i numerosi interventi di modifica e di restauro che dovette subire nella sua lunga storia, si rivela chiaramente una delle prime esperienze romaniche a Como.
La facciata è singolarmente priva di portale, così che, l'entrata è prevista oggigiorno da ingressi laterali. La zona absidale e il campanile sono del XII secolo.

BASILICA DI S. ABBONDIO

  

Edificata nell'XI secolo, nel luogo stesso in cui precedentemente sorgeva la chiesa paleocristiana dei SS. Pietro e Paolo, si presenta come un edificio a cinque navate, con coro allungato e due campanili. Più volte
manomessa e restaurata nel, corso dei secoli, rivela, accanto a moduli stilistici tipicamente comacini, numerose influenze esterne: normanne, borgognone e tedesche. La facciata, severa e disadorna, è scandita da robuste lesene che posano su quattro colonne già appartenute al quadriportico a due piani aggiunto tra il XII e il XIV secolo e successivamente eliminato. Le due torri campanarie (alleggerite da bifore e trifore) rivelano una struttura di derivazione normanna. Notevole la parte absidale a semicilindro, verticalmente percorsa da colonne coronate da archetti e decorata con motivi zoomorfi, floreali e geometrizzanti. All'interno: un nartece retto da pilastroni; imponenti colonne a conci (navata centrale) con capitelli cubici e a monoliti (navatelle); copertura a capriate; dipinti del Cerano e dei Recchi. Importanti gli affreschi trecenteschi nell'abside, nei quali con motivi tipicamente lombardi si fondono evidenti influssi toscani.

BASILICA DI S. FEDELE


Costruita nel XII secolo, sul luogo ove sorgeva la paleocristiana S. Eufemia, ha un'insolita pianta a forma trilobata. Più volte ritoccata e restaurata, presenta una facciata che fu interamente ricostruita all'inizio del Novecento e un campanile, pure ricostruito nel nostro secolo, con bifore e trifore. All'interno: tre navate comunicanti con archi a tutto sesto; abside centrale, affiancata da absidiole, scandita da un duplice loggiato con colonnine dai raffinati capitelli. Alle pareti: affreschi tre-quattrocenteschi; dipinti dei secoli XVIe XVII; oltre ad un'acquasantiera dei secoli VIII-IX,già appartenente alla distrutta S. Eufemia.

SANTUARIO DELL'ANNUNCIATA O DEL CROCIFISSO


Edificato verso la fine del Cinquecento nel luogo ove sorgeva un oratorio del XIII secolo, presenta una facciata dovuta a L. Canonica (1762-1844), modificata da L. Fontana (1863). In essa il portale è affiancato da statue, che si affacciano da quattro nicchie e coronano il fastigio, costituito dal gruppo dell'Annunciata di Giuseppe Bayer. L'interno conserva il suo aspetto controriformistico di chiesa a unica e grande navata. Fiancheggiato da una cappella secentesca contenente le ossa dei morti della peste, conserva un prezioso crocifisso ligneo (probabilmente del XIV secolo), affreschi della scuola del Morazzone e di C. Carloni, stucchi di D. Carloni e statue in stucco del XVIII secolo.

CHIESA DI S. AGOSTINO


Risalente al XIV secolo, ampliata successivamente e arricchita nei secoli XVII e XVIII, modificata nel 1773 e, nel 1957, radicalmente ripristinata, costituisce un esempio unico a Como di chiesa ogivale cistercense. Nella facciata a cuspide vi sono il portale, un rosone e finestre; nella lunetta appare un affresco della prima metà del Cinquecento. L'interno, a tre
navate, dominato da un arco trionfale che precede il presbiterio, presenta una copertura a travature lignee sulla navata centrale e a volte costolonate in quelle laterali. Oltre a dipinti dei secoli XVI e XVII, dovuti ai Recchi, a D. Crespi, al Morazzone, sono visibili resti di affreschi tre-quattrocenteschi.
Un affresco del secolo XV è conservato nell'attiguo chiostro.

EREMO DI S. DONATO


In posizione isolata, a metà strada fra Como e Brunate, risale al XVsecolo. Fondato dai Benedettini e passato in seguito ai Francescani, conserva un altare ligneo scolpito (1500), affreschi quattrocenteschi e statue coeve in terracotta.

CHIESA DI S. GIACOMO


Sorta verso la fine dell' XI secolo, fu, fino ai primi del Cinquecento, la più vasta tra le chiese comensi. A tre navate, con transetto, tiburio e abside, era dominata da una facciata
rinserrata fra due torri e includeva un pronao a tre fornici incorniciato da un alto arcone. A causa dell'avanzamento della cattedrale, l'originale struttura fu pesantemente modificata e le dimensioni dell'edificio furono ridotte di molto. L'attuale facciata risaleal 1585. Rimane notevole, anche se difficilmente visibile perché chiusa tra le case, l'abside semicircolare con loggiato cieco in basso e porticato sopra. All'interno: colonne con capitelli cubici, affreschi e dipinti del XVIII secolo.

EX CHIESA DI S. FRANCESCO


Già appartenente a un complesso monastico francescano eretto, probabilmente, nel XIV secolo, fu in seguito abbattuta e ricostruita nel 1535.
Seguì poi il destino del convento, che fu soppresso nel 1798 e adibito per molti anni a caserma e successivamente a distretto militare. L'attuale edificio, preceduto da un porticato a volta sorretto da quattro colonne, fu ripristinato nel 1975 per essere utilizzato come auditorium e sede di mostre.

CHIESA DEL GESÙ

Eretta, con il convento annesso, nella seconda metà del Cinquecento, presenta un interno ricco di decorazioni a stucco e dorature realizzate nei secoli XVII e XVIII. La volta, affrescata nella prima metà del Settecento, è opera del ticinese G.A.Petrini.


CHIESA DI S. PROVINO

Edificio preromanico, notevolmente modificato nel corso dei secoli, presenta un campanile con monofore e bifore e conserva al proprio interno, a due navate, dipinti secenteschi già attribuiti al Morazzone.

CHIESA DI S. BARTOLOMEO

Di origine romanica (secolo XII),ricostruita nel Settecento, fu ingrandita e completata ai primi del Novecento. Conserva all'interno tele dei secoli XVIe XVII.

CHIESA DI S. CECILIA

Risalente al XIII secolo, rifatta nella seconda metà del Cinquecento e abbellita nel Seicento, presenta una facciata neoclassica, dovuta a S. Cantoni, dominata da otto colonne provenienti, probabilmente, da un edificio romano. L'interno, di linèe tardo-barocche, è arricchito da stucchi di C.B. Barberini e da affreschi secenteschi.

CHIESA DI S. GIORGIO

Edificata tra il 1050 e il 1075, a tre navate e tre absidi, fu pesantemente modificata nel XVII secolo e nei secoli successivi. L'attuale facciata baroccheggiante risale al 1709.
Dell'originaria struttura romanica sono visibili un'abside esterna decorata con semicolonne addossate a lesene e, internamente, l'abside maggiore ed una minore, recante affreschi databili alla fine dell'XI e XII secolo, recentemente restaurati e "strappati" per difenderli dall'umidità in attesa di un'idonea collocazione. L'interno, a croce latina, a tre navate, conserva stucchi e affreschi secenteschi.

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