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Gallietta di Borgo Vico

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Gallietta di Borgo Vico
Mentre la Gallia rispondeva alla necessità della residenza estiva, nel luogo più fresco e ventilato del suburbio, la "Gallietta" sorse invece come dimora autunnale-invernale, in zona soleggiata e riparata dal vento. Essa non ebbe pretese monumentali ma fu sede comoda e piacevole, fra il verde.
Il nome innescò confusioni con l'anonima Gallietta seicentesca di S. Agostino.
Dopo la morte di Marco, la Gallietta passò ai Giovio, che pure avendo numerose altre ville risiedettero sovente qui, data la vicinanza alla città; giova notare in particolare che il conte Giambattista, fecondo scrittore, elaborò alcune sue opere proprio alla Gallietta di cui amava l'isolamento, la quiete ed il silenzio.

L'edificio venne poi ristrutturato nel 1830 dal medico Giuseppe Franck, su progetto di Melchiorre Nosetti, nel suo austero stile privo di ornati.
All'interno si conservano le decorazioni neoclassiche delle sale, lo scalone a pianta ovale fu ricostruito nel 1930 su disegno dell'architetto Cesare Mazzocchi.


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